venerdì, 21 settembre 2018
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09.02.2018

Il futuro del credito

I banchieri e gli operatori finanziari che da oggi si riuniranno a Verona per l’annuale assemblea del Forex potranno finalmente tirare un bel sospiro di sollievo. E c’è attesa per quello che il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco domani mattina dirà nel suo discorso davanti a banchieri e operatori finanziari. La fase più acuta della crisi economica che ha colpito in maniera particolarmente grave alcune banche di forte insediamento territoriale, appare in via di completo superamento. Il sistema bancario è riuscito a fronteggiare gravi perdite che hanno pesantemente colpito i risparmiatori che avevano con fiducia acquistato azioni di alcune banche ritenendole esenti da qualsiasi rischio. C’è stato anche l’aiuto dello Stato in misura peraltro molto contenuta rispetto a quanto è avvenuto in altri Paesi europei e negli Stati Uniti mentre i possessori di obbligazioni (anche quelle più rischiose) sono stati rimborsati in parte o, come nel caso delle banche venete, salvaguardati grazie all’intervento di Banca Intesa che ne ha rilevato le attività. Ma questa è storia del recente passato che forse avrebbe dovuto interessare di più la Commissione parlamentare d’inchiesta che invece si è persa nelle nebbie delle polemiche politiche di basso profilo. Quello che conta è che ora la gente si aspetta dai banchieri, e dalle autorità che parteciperanno alla riunione del Forex, una parola chiara sulle prospettive della nostra economia e su quello che dovremo fare per non interrompere l’attuale fase di crescita che, anzi, deve essere rafforzata per soddisfare le esigenze di lavoro e di miglioramento delle condizioni di vita degli italiani. Abbiamo di fronte almeno un altro anno di crescita del commercio internazionale che il nostro Paese deve utilizzare per aggiustare le molte cose che ancora impediscono alla nostra economia di correre alla stessa velocità degli altri Paesi europei. Il credito sarà ancora a buon mercato, mentre le nostre grandi banche (come si è visto in questi giorni dai loro risultati di bilancio) appaiono ora in grado di reggersi sulle proprie gambe e hanno quindi la possibilità di riaprire i rubinetti del credito alle imprese. Certo non si tornerà agli eccessi di euforia di dieci anni fa, ma ora le condizioni per marciare più spediti ci sono. Starà a noi capire come cogliere l’ennesima finestra di opportunità e non sprecarla rincorrendo un mondo di sogni che non hanno alcuna rispondenza con la realtà, ed anzi rischiano di trasformarsi in un vero incubo.

di ERNESTO AUCI
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