mercoledì, 26 luglio 2017
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26.10.2010

Si uccide a 12 anni e lascia una lettera
«Cari genitori, non è colpa vostra»

Momenti bui nella vita dei giovani. La depressione è in agguato
Momenti bui nella vita dei giovani. La depressione è in agguato

Vicenza. «Cara mamma, caro papà, non sentitevi in colpa. La nostra è una famiglia splendida, mi avete sempre voluto bene. Ma quando mi dicevate di tirarmi su, che ero un ragazzo in gamba, e di non fare le cose più grandi di quello che erano, in realtà mi buttavo ancora più giù. Sono io che sono fatto così. Non ha senso vivere in queste condizioni».

Può un ragazzino di 12 anni- 13 li avrebbe fatti fra qualche settimana - decidere di farla finita e lasciare un biglietto del genere? È quanto si chiedono i tantissimi che lo hanno amato. L'adolescente, studente delle scuole medie, si è impiccato venerdì mattina nella mansarda di casa, in centro città. Ha salutato tutti con una lettera, che in parte sembra scritta da un uomo, nella quale non cela un dolore profondissimo.

Venerdì lo studente ha salutato la mamma, che si è raccomandata, prima di andare al lavoro: «Fa' colazione e corri a scuola». Invece il ragazzo è salito in mansarda, con una corda. Poco dopo, la mamma ha chiamato la nonna del ragazzo, che abita nello stesso palazzo, chiedendole di andare a controllare. Forse, quasi guidata da un sesto senso, aveva avvertito qualcosa. La nonna lo ha trovato che ancora respirava. Si sono precipitati la polizia e il Suem. Il ragazzo è stato ricoverato in condizioni disperate. Ieri a mezzogiorno si è spento. I famigliari hanno dato l'assenso alla donazione degli organi: così continuerà a vivere in altri suoi coetanei.

La causa della depressione, che si è trasformata in un tunnel senza via d'uscita, andrebbe ricercata in una delusione d'amore, citata dalla giovanissima vittima nella sua lettera d'addio e dai suoi cari.

Ancora parecchi mesi fa, quel ragazzo - descritto come un'dolescente molto intelligente per la sua età, che eccelleva nello studio e nello sport - aveva maturato la prima cotta per una coetanea, non ricambiato. Da allora l'insoddisfazione era diventata la sua cifra distintiva, perchè non era mai contento di nulla, in particolare di se stesso, ritenendosi inferiore ad altri.
I genitori l'hanno sostenuto e gli sono stati accanto con l'affetto e le attenzioni. Mai avrebbero immaginato una scelta così estrema, così folle. Dopo tre giorni di agonia l'adolescente si è spento, salutando tutti. «Non è colpa vostra».© RIPRODUZIONE RISERVATA

Diego Neri
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