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20.12.2010

Senza il telefono È colpa degli spari di alcuni cacciatori


 Gli spari continui dei cacciatori hanno creato problemi ai telefoni
Gli spari continui dei cacciatori hanno creato problemi ai telefoni

Senza telefono per colpa dei cacciatori. Era da quasi tre mesi che quella manciata di famiglie che vive ad Agugliana lamentava ripetuti problemi con la linea telefonica. A momenti funzionava, molto più spesso, invece, era muta come un pesce. Il disagio si era acuito una settimana fa, con un blackout della linea per otto giorni consecutivi. Il motivo? Un mistero. Ci è voluto l'intervento di un tecnico della Telecom per svelare l'arcano: dal sopralluogo è tornato con un pezzo di cavo in mano: era crivellato di pallini.
È questa la vicenda che ha coinvolto una manciata di famiglie che vivono in località Omomorto. Così recita la toponomastica, anche se da fine settembre sarebbe stato più appropriato chiamarla "telefonomorto", visti i disagi per i residenti. «Qui il segnale dei cellulari è scarsissimo, perciò di fatto siamo stati senza telefono per settimane», lamenta Marisa Casarotto, una delle residenti. È stata lei ad attivarsi, dopo l'ennesimo periodo di isolamento. «Il problema - spiega la donna - non era continuo, ma si presentava ad intermittenza ed era difficilmente spiegabile». Sopralluoghi e verifiche della Telecom non avevano portato a risultati. Ma ora, finalmente una risposta c'è: «Il tecnico ci ha mostrato il cavo impallinato - riprende - e ci ha spiegato che, in quello stato, il funzionamento della linea dipendeva molto spesso dal meteo: con la pioggia, l'umidità o anche soltanto la nebbia, si creava un "cortocircuito"». Potrebbe essere identica la causa di disagi analoghi fatti registrare in altre zone, come quelle vicino al bacino di Montebello.
La scoperta della causa dei disagi, da un lato ha rincuorato la famiglia Casarotto, dall'altro ha alimentato la frustrazione: «Sono passare poche settimane dalla morte del mio cane, ammazzato da un cacciatore, non so più che cosa fare». Anche per questo ha chiesto aiuto al Cpv, il Coordinamento anticaccia.
«Questa storia - commenta Renzo Rizzi, presidente del Cpv - è simile a tante altre, con una politica venatoria che tende a proporre una caccia senza regole anche in zone vicine alle abitazioni».

Marco Scorzato
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