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09.02.2011

Ricerca e sviluppo Patto "europeo" per battere la crisi


 Un crocevia della zona industriale e produttiva di Schio. ARCHIVIO
Un crocevia della zona industriale e produttiva di Schio. ARCHIVIO

Nuove prospettive per l'economia e per la situazione occupazionale scledense grazie al patto per lo sviluppo dell'occupazione e dell'innovazione delle imprese.
La lettera d'intenti, che nelle prossime settimane si trasformerà in un percorso concreto d'attuazione, è stata firmata nei giorni scorsi da Comune e Icm International, società internazionale che si occupa in particolare della valorizzazione delle risorse immateriale delle aziende.
La svizzera Icm ha infatti attivato in città il primo centro di ricerca per la produzione eco-sostenibile a livello nazionale, denominato Icm Industrial Srl, una struttura che a pieno regime sarà tra le più avanzate anche a livello europeo e si occuperà di ricerca e sviluppo di soluzioni tecnologico-gestionali sostenibili.
Ubicata all'interno di uno dei locali del Lanificio Conte, proprio a fianco del centro per il trasferimento tecnologico Demotech, già a partire dalle prossime settimane dovrebbe iniziare ad offrire alle piccole e medie imprese altovicentine servizi e tecnologie per l'adeguamento e l'innovazione dei loro prodotti, oltre a sistemi industriali ad una condizione di crescente sostenibilità. Tutti elementi ormai indispensabili soprattutto per le imprese inserite nelle filiere industriali internazionali dove sono sempre più richiesti requisiti di questo tipo.
«La scelta dell'insediamento del nostro centro a Schio – sottolinea Pierangelo Biga, presidente Icm Industrial - è dovuta alla sua tradizione industriale, alla presenza di significative Pmi leader di nicchia e di un'imprenditoria dinamica e innovativa in molteplici settori industriali nonché ad un'Amministrazione attenta alle traiettorie di sviluppo sostenibile».
Il territorio scledense, con le sue 367 aziende che superano i due milioni di fatturato, possiede infatti la maggiore concentrazione industriale dell'Altovicentino, che in totale ne conta 1467.
Una buona parte di queste sono internazionalizzate e rappresentano eccellenze nei propri settori, altre invece hanno capacità di subfornitura di alta qualità, offrendo nel complesso caratteristiche interessanti per attrarre nuovi investimenti.
Il nuovo centro, nel medio-lungo periodo, dovrebbe fungere da volano economico per le imprese, permettendo loro di beneficiare delle esperienze internazionali innovative incrementando quindi la competitività propria, ma anche del territorio.

Silvia Dal Ceredo
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