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12.04.2010

L'orso scende nelle contrade e sbrana un'asina gravida


 Le impronte dell'orso lasciate sulla parete del pollaio in contrada Ganna di Posina FOTO FILOSOFO
Le impronte dell'orso lasciate sulla parete del pollaio in contrada Ganna di Posina FOTO FILOSOFO
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M5 ha colpito ancora. La sigla indica l'ormai arcinoto orso che si aggira sulle montagne vicentine, e oltre, e che ieri notte è improvvisamente apparso nell'alta Val Posina. Nel buio più assoluto è dapprima arrivato in contrà Ganna, dove abita con la famiglia Renato Giroli, dieci persone in tutto.
L'orso con un'unghiata ha spaccato la gabbia del merlo, mangiandoselo. Poi, ha inutilmente tentato di estrarre da una finestra della stalla, una conigliera, la cui struttura, però, ha resistito agli strappi.
Quindi ha provato ad entrare nel pollaio, piegando un tubo del cancello, senza riuscire a sfondarlo. Il tutto deve essere avvenuto attorno alle due di notte, momento in cui Giroli ha sentito il suo cane abbaiare.
Passo dopo passo, M5 è quindi sceso in contrà Leder di Sotto, dove risiede con moglie e figlio Luigino Costa, di 69 anni. Lì, all'aperto, all'interno di un modesto recinto dormiva l'asina "Striscia", gravida, con accanto la giovane figlia, mentre alcune pecore riposavano nella stalla. Anche in questo caso il cane di casa si è messo ad abbaiare, ma il padrone è uscito per zittirlo, non pensando a quanto stava per accadere.
«Mi sono accorto del fatto solo in mattinata, alle otto e mezza - dice lo stesso Luigino Costa -. Stavo per partire per andare a messa, quando attraverso la finestra ho visto una scena orribile, con la mia asina sbranata, in un mare di sangue, e con la piccola che le girava attorno, quasi impazzita. Sono corso fuori, ma ormai non c'era più nulla da fare».
A Luigino Costa non sono sfuggite le tracce lasciate dal predatore. «Ho subito capito che a fare quello scempio non poteva essere stata una volpe, ma un animale ben più grosso. Ho pensato all'orso di cui avevo sentito parlare. Infatti, sul collo e dietro la pancia, erano ben visibile le tracce di unghiate enormi».
Dopo un comprensibile momento di apprensione, Costa ha telefonato ad una guardia forestale locale. Poi, è stata avvisata la Polizia provinciale, mentre in contrada sono arrivati anche i carabinieri, il sindaco e parecchia gente sbigottita. Subito si sono fatti gli opportuni rilievi, rinvenendo anche nei dintorni le inconfondibili orme dell'animale.
Si è deciso di lasciare la carcassa dell'asina sul posto, almeno fino ad oggi, nel caso M5 abbia ancora fame. «Spero tanto che non torni indietro», osserva però Luigino Costa. Una speranza che è condivisa dagli abitanti della valle. La presenza dell'orso, evidentemente affamato, non sembra tranquillizzante per nessuno.
M5 è un orso comune che proviene dalla Slovenia. Quando è stato catturato nello scorso ottobre nella valle di Primiero, nel Trentino Orientale, si è potuto accertare che aveva tre anni e che pesava già 175 chili.
Prima del suo rilascio, il Gruppo che si è preso cura ha provveduto a dotarlo di una radiotrasmittente che indica i suoi spostamenti con segnali che momento per momento vengono raccolti dal satellite.
Secondo la Polizia provinciale, pare certo che, in base al monitoraggio compiuto, in soli venti giorni, oltre a quella berica, ha attraversato altre tre province. Passaggi non esenti da danni: gli ultimi, 15 giorni fa nel territorio di Valstagna. Gran camminatore, M5 si è poi portato sull'altopiano di Asiago, da lì ha raggiunto quello di Trento, in seguito dilagando per la Lessinia Veronese.
Tre sere fa si trovava nei boschi di Recoaro. Di lì, probabilmente passando per lo Xomo, è arrivato nell'alta Val Posina, alle pendici del monte Majo, dove ieri notte ha compito la razzia, spinto dalla fame. Sembra però che questo continuo girovagare, apparentemente senza meta, non sia in relazione al desiderio di prede, ma alla ricerca, disperata, di una compagna.
Essendo maschio, infatti, proprio alla sua età si avvicina alla maturità sessuale e psicologica, entra nella stagione degli amori, girando in cerca di una compagna, mangiando strada facendo. Dalle tracce trovate anche in Val Posina si nota che non è solo carnivoro, ma che mangia pure faggiole, cioè semi dei faggi. Il suo comportamento è imprevedibile. Potrebbe anche tornare sui suoi passi, come andarsene lontano, fino al prossimo segno del suo passaggio. G.M.F.

Giovanni Matteo Filosofo

Giovanni Matteo Filosofo
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