23 marzo 2019

Economia

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14.02.2014

«Sono triste, ma solo così Forall fa il salto di qualità»

Manuela Miola
Manuela Miola

C'è rammarico. C'è consapevolezza. Ci sono aspetti - cifre e garanzie - che non vuole confermare. Ma c'è una realtà che vuole evidenziare: «Solo così l'azienda sarà in grado di prendere in modo più efficiente le decisioni che le consentono di fare il salto di qualità». Manuela Miola, direttrice marketing di Forall Pal Zileri, volto pubblico del gruppo e figlia di Aronne, presidente storico dell'azienda leader nell'abbigliamento di alta qualità declinato al maschile, pesa parola per parola e solo ad una settimana dal nuovo colpo di scena che ha investito il mondo del lusso. La cessione cioè del 65% del Gruppo Forall Pal Zileri ai reali del Qatar tramite la compagnia di investimenti Mayhoola, il rimanente 35% è - per ora - dell'egiziana Arafa holdings. Le indiscrezioni sul valore dell'operazione sono state diffuse per la prima volta ieri da “Il Sole 24 Ore”: il fondo che fa capo a Mayhoola avrebbe valutato la società vicentina ad un multiplo di 16,5 volte l'Ebitda del 2013, che dovrebbe essere stabile rispetto ai 5,73 milioni del 2012. Una cifra che potrebbe sfiorare i 95 milioni.
Conferma la cifra?
Per precisa volontà dell'acquirente tutto quello che riguarda la procedura di vendita deve restare riservato, non sono quindi autorizzata a rispondere e non posso commentare nemmeno i numeri.
Come ha vissuto l'operazione?
Da un punto di vista strettamente personale con una certa tristezza perché la mia famiglia è coinvolta nella gestione dell'azienda fin dalla sua fondazione e io stessa ci lavoro praticamente da quando mi sono laureata e quindi ho un legame affettivo molto forte con l'azienda e con le persone che ci lavorano. Mi sarebbe piaciuto continuare ad essere parte del futuro dell'azienda sia come azionista che come manager, ma quando si è in tanti bisogna accettare le decisioni che maturano in seno al gruppo.
Tanti quanti?
I soci che rappresentavano la maggioranza italiana sono 17.
Nella decisione di cedere ha pesato più il frazionamento o la perdita di 3,6 milioni su un fatturato di 154?
La perdita di bilancio in sé non è stata determinante.
E allora perché vendere?
Sicuramente con una governance più snella e una proprietà più attrezzata dal punto di vista delle risorse finanziarie disponibili l'azienda sarà in grado di prendere in modo più efficiente le decisioni che le consentono di fare il salto di qualità che noi attuali proprietari non siamo riusciti a compiere in questi anni.
Salto di qualità, cosa intende?
Per esempio gli investimenti in comunicazione e nel retail diretto per restare al passo con gli altri player del lusso.
Perché gli emiri, dopo Valentino hanno puntato a voi?
Leggendo la ricerca sul futuro del lusso di Boston Consulting Group si nota che Forall ha oggi tutti i requisiti per competere con successo nello scenario del lusso: dispone non solo di un brand noto e distribuito in tutto il mondo, ma anche della capacità di realizzare un prodotto di altissima qualità. Il nostro non è quindi un marchio legato in modo effimero solo a qualche celebrity o ad una pubblicità azzeccata, ma un nome che il cliente ricollega ad un prodotto della migliore tradizione sartoriale italiana che tutti i consumatori più sofisticati ricercano. La mia impressione è che questa percezione sia ben chiara anche all'acquirente.
Oggi è toccato a voi, da presidente della sezione moda di Confindustria Vicenza come valuta lo shopping straniero?
In questi anni il mercato della moda e del lusso è diventato sempre più globale e richiede per competere grandi investimenti, in particolare nella comunicazione e distribuzione. Ben vengano quindi investitori dotati di spalle forti che aiutino le nostre aziende a reggere il confronto con i big mondiali.
Opportunità o depauparamento?
Premesso che ogni acquisizione fa storia a sé, quando un investitore compra un'azienda italiana del lusso acquista un brand legato al territorio, un know how radicato nei lavoratori, un pezzo di storia delle comunità di riferimento e quindi non ha interesse a distruggere. L'esempio più eclatante è quello di Bottega Veneta, ed è questo il futuro di successo che auguro anche a Forall.

Roberta Bassan
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