22 gennaio 2019

Economia

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12.11.2013

Le pmi vicentine cambiano pelle e battono la crisi

Bonomo, Milanesi (pro rettore ateneo di Pd) e De Lotto
Bonomo, Milanesi (pro rettore ateneo di Pd) e De Lotto

«Basta piangere». Pietro De Lotto, direttore di Confartigianato Vicenza, cita il titolo dell'ultimo libro di Aldo Cazzullo (giornalista del Corriere della Sera), per descrivere lo spirito che deve animare i nostri imprenditori in un periodo «di profonda trasformazione per l'economia che sta portando inevitabili momenti di difficoltà, ma anche nuove opportunità». De Lotto interviene durante la presentazione della 12esima edizione della “Scuola di Politica ed Economia” che da quest'anno si avvale anche della collaborazione dell'Università di Padova ottenendo il riconoscimento dei crediti formativi per le lezioni seguite. Assieme al direttore degli artigiani berici ci sono anche il presidente, Agostino Bonomo e Giampietro Vecchiato, autore con Tania Ceretta e Paolo Gubitta del volume “Imprese Mutanti, identikit delle pmi che crescono a ritmo di cambiamento” nato proprio dall'ultima esperienza della scuola politico-economica confartigianale. Un testo che mette in evidenza una realtà imprenditoriale, quella delle pmi artigianali beriche, in ascesa di fatturato proprio negli anni in cui la crisi ha morso maggiormente, ovvero il 2010 e il 2011. Da qui, dunque, l'appello di De Lotto alle nostre aziende: «Basta piangere».
Infatti, secondo i dati di Confartigianato Vicenza riportati nel libro, 3.199 pmi vicentine, nel biennio 2010-11 hanno visto il loro volume d'affari salire. Per il 48% dei casi analizzati si è trattato di attività commerciali con fatturato compreso tra 100 mila e 1 milione di euro; nel 16,8% tra 1 e 2 milioni; per il 17,4% tra i 2 e i 5 milioni; nell'8,3% dei casi invece tra i 5 e i 10 milioni e per il 9,5% oltre i 10 milioni.
Delle 201 imprese definite “mutanti” dagli autori del testo, il 36% appartiene al settore della manifattura “leggera” (casa, moda, alimenti, chimica, elettronica, meccanica); il 24,9% rappresenta il metallurgico e le macchine; il 22,9% i servizi alle imprese (Ict, grafici, comunicazione e logistica); il 10% il settore della distribuzione e il 6% quello dei servizi alle persone.
«Perché abbiamo definito queste aziende mutanti? - risponde Vecchiato - perché sono realtà imprenditoriali che reggono alla crisi sapendo stare sul pezzo, ovvero rispondendo in maniera pronta e sempre efficace alle richieste del mercato. L'imprenditore vicentino, poi, non ha paura del cambiamento; non corre dietro alle suggestioni e di fronte alle sconfitte non si arrende mai». Inoltre, secondo l'analisi espressa nel testo, l'imprenditore berico rappresenta un modello vincente perché sa essere leader, ma allo stesso tempo è capace di coinvolgere la propria équipe nelle decisioni. Non solo, ma ha anche capito che il cambiamento è epocale e che non basta produrre solo ciò che piace, bensì è indispensabile realizzare e saper vendere quello che il mercato richiede.
«Con la nostra scuola - interviene Agostino Bonomo - vogliamo cercare di far crescere gli imprenditori, e di conseguenza le aziende che dirigono, rendendoli consapevoli di come e dove si sta dirigendo il mondo economico. Vogliamo insomma accompagnare le attività economiche della nostra provincia nel loro percorso di profondo cambiamento che stanno compiendo».
Un accompagnamento a cui si affiancherà, a partire dai corsi che prenderanno il via il 7 dicembre, per la prima volta l'ateneo di Padova, visto che Confartigianato Vicenza ha siglato (ieri mattina) lo speciale accordo con il Bo.
«Dal nostro punto di vista questa intesa rappresenta un importante avvicinamento tra il mondo dell'imprenditoria e quello dell'università», spiega Federico Neresini, docente di Sociologia all'Università di Padova.
«Sarà dunque un'occasione e un'opportunità di crescita non solo per gli imprenditori berici - sottolinea il docente - ma anche per il mondo accademico». Sinora, nelle 11 edizioni precedenti, ai corsi della “Scuola di Politica ed Economia” di Confartigianato Vicenza hanno partecipato complessivamente 160 imprenditori. Per i corsi 2013-14, che termineranno a giugno, ne sono attesi 19.

Matteo Bernardini
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