26 marzo 2019

Economia

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07.02.2017

La Stazione Pelli dopo due anni si sblocca

La “Stazione pelli” di Napoli è riferimento per la ricerca dei distretti conciari, il principale nel  Vicentino
La “Stazione pelli” di Napoli è riferimento per la ricerca dei distretti conciari, il principale nel Vicentino

«Ci vorrebbe la penna di Camilleri per raccontare questi due anni alla guida della Stazione Pelli di Napoli passati a disinnescare una mina al giorno. Oggi possiamo dire di essere giunti all’ultimo passaggio: la macchina è pronta a correre con tutte le ruote, ha la benzina, il guidatore, lo sterzo finalmente sbloccato». L’economista Paolo Gurisatti, presidente da marzo 2015 della “Stazione Pelli” che ha ruolo storico per la ricerca e la formazione in ambito conciario, oggi sarà a Napoli: ieri si è insediato il direttore generale Edoardo Imperiale, già direttore della Città della Scienza, di Campania Innovazione, della divisione imprese di Sviluppo Campania, la nomina si attendeva da tempo. «Entro l’anno - assicura Gurisatti - possiamo in modo realistico sperare di portare a termine anche nel Vicentino i progetti non ancora decollati».

FORMA. La competenza della Ssip, Stazione sperimentale per l'industria delle pelli e delle materie concianti, con sede legale ed operativa a Napoli, dalla fine del 2014 è in capo ad una srl partecipata dalle tre Camere di commercio di Vicenza, Pisa e Napoli. All’epoca, quando si riuscì a raggiungere la nuova forma giuridica, si gridò in modo ironico al miracolo di san Gennaro visto che la vicenda si trascinava da anni e a mettere i bastoni tra le ruote - come documentato nei vari incontri - era stata la Camera di commercio di Napoli con il suo “monopolio”. Ma pur con la nuova veste i problemi non erano affatto finiti, tanto è vero che solo per vedere il debutto del direttore generale sono passati due anni, trascorsi - non nasconde Gurisatti - in conflitto aperto con i dirigenti della Camera di commercio di Napoli, ente commissariato due volte fino all’arrivo un anno fa del commissario Girolamo Pettrone che ha ripreso i buoni rapporti con Pisa e Vicenza». Da lì le cose hanno cominciato a prendere un’altra piega.

COMPLESSITÀ. Alla complessità dei rapporti iniziali con Napoli si è aggiunto peraltro il «groviglio» delle normative che regolano la pubblica amministrazione, le Camere di commercio e le partecipate, non da ultimo la legge Madia, che ha frenato la possibilità di investire. La società si trova infatti a detenere un patrimonio di 9,5 milioni, di fatto spropositato rispetto ai 15 dipendenti, intoccabile per alcuni tipi di spese legati per esempio alla formazione nelle scuole dei distretti. Il milione per esempio destinato un anno fa all’Its Galilei di Arzignano e ad altri istituti non è ancora arrivato. Da ricordare che la società si alimenta con la tasse sulle pelli importate extra Cee, trattenute alla Dogana, raccolte dalle imprese e ritornate alla Stazione. Per anni questi soldi, a causa dell’inattività della struttura, sono stati accumulati per una somma di 9,5 milioni che oggi fa parte del patrimonio. Nel 2015 - con l’inizio della nuova società - si è cominciato ad avere delle riserve: prima 2 milioni e poi 1,5 milioni nel 2016, da cui togliere le spese del personale. Solo in questo ambito è possibile recuperare risorse per le spese correnti con la “beffa” di avere congelati quei quasi 10 milioni spendibili solo attraverso strategie di investimento («Ma vanno trovato le formule giuste»), oltre al peso di 400 mila euro di tasse a “causa” degli attivi elevati.

RELAZIONI. Nel frattempo Gurisatti racconta di una società che ha ricominciato a funzionare, collegata a pieno con Unic, Unione nazionale industria conciaria, che collabora con 5 Università tra cui Ca’ Foscari (con il Medio-Chiampo sta lavorando sui temi della sostenibilità della depurazione), Padova (risoluzione degli inquinanti), Napoli (scienza dei materiali), Salerno e Pisa. Ma la svolta è attesa ora con l’arrivo del direttore generale: «La possibilità di trovare finanziamenti, la volontà di far decollare i percorsi di formazione nel Vicentino e trovare il modo per fare investimenti, dando ritorni concreti sul territorio. Poi - sussurra Gurisatti - scriverò un romanzo».

Roberta Bassan
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