Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
23 settembre 2017

Economia

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

09.01.2010

«La Popolare ideale? Con mille sportelli»


 Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza
Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza

Marino Smiderle
VICENZA
Lo scheletro dell'anno nero è stato appena riposto nell'armadio degli orrori. Chiuso a chiave, a doppia mandata, sperando che quello appena cominciato tenda almeno al grigio, se non proprio al rosa. Eppure Gianni Zonin, quando pensa al 2009, non può nascondere un sorriso compiaciuto. A dicembre è diventato nonno e per questo, nonostante la grave crisi economica, questo 2009 lo ricorderà colorato di azzurro, come il fiocco che il figlio Francesco ha appeso fuori dalla porta nel giorno della nascita di Giovanni. Gioie familiari a parte, c'è il desiderio di voltare pagina in fretta.
Presidente, dal suo osservatorio di imprenditore e di banchiere, è in grado di fare una sorta di oroscopo del 2010?
Guardi, io ho l'immagine della crisi economica del 2009 come un grosso tubo. Tutte le aziende, belle e brutte, sono state trascinate da una corrente, alimentata dagli ammortizzatori sociali di emergenza, verso il 2010. La maggior parte, con aiuti e spinte, è arrivata fin qui.
E adesso?
E adesso il grande tubo si divide in due. Nel primo finiranno le imprese più sane, ben gestite, strutturate, che sapranno avanzare, con gradualità, anche senza cassa integrazione e assistenza; nel secondo, che credo e spero sia destinato alla minoranza, finiranno le aziende destinate alla chiusura.
Il 2010 sarà l'anno della selezione...
Ecco, sì, della selezione. Credo sia inevitabile.
E dalla Banca Popolare di Vicenza, che guida dalla metà degli anni 90, dipenderanno le sorti di molte realtà. Lo sa che dicono che lei, proprio per la crisi in corso, ora è l'uomo più potente di Vicenza?
Guardi, se parliamo di banca come istituzione, è logico che la scelta di aver mantenuto qui il centro decisionale si apprezza ancor di più oggi rispetto ai tempi delle vacche grasse.
Quella scelta, al termine di una dura battaglia assembleare, venne fatta da lei. E se la prossima assemblea, com'è sicuro, la rieleggerà, tra qualche anno saremo qui a parlare di ventennio di Zonin, non so se...
Per carità, non è che ventennio sia un termine che porta benissimo. Piuttosto, diamo qualche numero.
Diamolo.
Nel 2009 i nostri impieghi sono cresciuti dell'8%, a fronte di una media del sistema bancario vicina allo zero. In particolare, sono cresciute del 17% le erogazioni di medio-lungo termine alle aziende, specialmente alle pmi, segno che la nostra banca ha sostenuto il tessuto produttivo e imprenditoriale del Nord Est, finanziando gli investimenti e le ristrutturazioni di imprese.
E com'è andato il prestito obbligazionario?
Era un convertibile, con prospettive quindi di trasformare il bond in azioni. L'offerta era di 328 mila euro e c'è stata una richiesta per almeno il doppio. Segno che c'è una grande fiducia nella banca e in quello che può rendere dal punto di vista del risparmio.
Senta, presidente, la Bpvi è anche socia della Fiera di Vicenza. Come giudica le nuove nomine in via dell'Oreficeria?
Abbiamo una quota minima, per la verità. Però conosco e stimo il nuovo presidente, Roberto Ditri, un ottimo manager che sono sicuro saprà fare un ottimo lavoro e che saprà adottare le soluzioni giuste. Tutti quei nomi stranieri, per esempio, non li ho mai capiti. Credo che Vicenzaoro sia un marchio che parla da solo.
Basta il nome Vicenza, come brand...
Ma sì, viviamo in una città meravigliosa, nota in tutto il mondo. Che però non sa valorizzare bene i suoi tesori. Dico, per fare un esempio, è possibile che nella città del Palladio non ci sia nemmeno un hotel a 5 stelle?
Torniamo alla banca. E alle banche. Domanda obbligatoria, visto il gossip di questi ultimi anni: possibilità di fusione con Veneto Banca?
Non è nell'interesse dei nostri soci, non è nell'interesse dei nostri dipendenti, non è nell'interesse dei nostri clienti. Quindi, fino a quando ci sarò io presidente, non si farà.
È parso un po' strano che Cattolica Assicurazioni, di cui Bpvi è socia di maggioranza relativa e di cui lei è vicepresidente, abbia votato a favore dell'aumento di capitale di Carifac, agevolando di fatto il compito a Veneto Banca nell'acquisizione dell'istituto di Fabriano...
È stata un'operazione finanziaria, in cui Veneto Banca ha fatto i propri interessi, legittimamente. Quanto al nostro investimento in Cattolica, credo che ci potranno essere sviluppi interessanti nel momento in cui verranno adottate le normative europee in materia di società cooperative quotate.
A proposito di risiko bancario, Popolare di Vicenza ha intenzione di fare qualche altro acquisto?
Per ora no. Abbiamo destinato le nostre risorse all'aumento del credito alla clientela del territorio, come dimostrano i numeri. Apriremo poi importanti uffici di corrispondenza a San Paolo, in Brasile, a New York e in un paese del Nord Africa. Poi, col tempo, punteremo al massimo obiettivo.
E qual è il massimo obiettivo?
Mille sportelli. Io credo che, per una Popolare come noi, sia la meta cui tendere per essere in tutto e per tutto una banca nazionale, senza per questo perdere le caratteristiche di una Popolare non quotata.
Possiamo dire, quindi, che Zonin potrà abbandonare la Bpvi solo quando ci saranno mille sportelli?
Intanto vediamo se i soci mi rinnoveranno la fiducia alla prossima assemblea.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1