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22 settembre 2018

Economia

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05.04.2015

Il gap delle non quotate

Trader a Wall Street, il tempio mondiale della finanza. ANSA/AP PHOTO/RICHARD DREW
Trader a Wall Street, il tempio mondiale della finanza. ANSA/AP PHOTO/RICHARD DREW

La riforma delle banche popolari (quelle con un attivo superiore agli 8 miliardi di euro) è stata approvata dal parlamento ma non è stata ben capita dai risparmiatori. In particolare, dai risparmiatori-soci, da coloro cioè che nelle banche popolari, quotate e non, hanno investito acquistando quantitativi più o meno grandi di azioni. Una piccola guida sull'argomento e sull'atteggiamento da tenere in questa fase di passaggio può essere utile per non commettere errori di cui pentirsi in futuro
SPA. Il succo del discorso è che da società cooperative le banche popolari diventeranno società per azioni. Traducendo: se prima (e al massimo fino ad altri due anni) il voto di un socio valeva sempre uno, a prescindere dalla quantità di azioni possedute (principio “una testa, un voto”), adesso chi ha più azioni comanda. All'atto pratico, per i piccoli azionisti non è che cambi granché: l'obiettivo è sempre quello di ottenere un dividendo e di vedere le azioni rivalutate nel tempo. Da questo punto di vista, le grandi banche popolari italiane non hanno avuto una sorte molto diversa dagli istituti di credito. (...)

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Marino Smiderle
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