Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
15 novembre 2018

Economia

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

05.04.2015

Il gap delle non quotate

Trader a Wall Street, il tempio mondiale della finanza. ANSA/AP PHOTO/RICHARD DREW
Trader a Wall Street, il tempio mondiale della finanza. ANSA/AP PHOTO/RICHARD DREW

La riforma delle banche popolari (quelle con un attivo superiore agli 8 miliardi di euro) è stata approvata dal parlamento ma non è stata ben capita dai risparmiatori. In particolare, dai risparmiatori-soci, da coloro cioè che nelle banche popolari, quotate e non, hanno investito acquistando quantitativi più o meno grandi di azioni. Una piccola guida sull'argomento e sull'atteggiamento da tenere in questa fase di passaggio può essere utile per non commettere errori di cui pentirsi in futuro
SPA. Il succo del discorso è che da società cooperative le banche popolari diventeranno società per azioni. Traducendo: se prima (e al massimo fino ad altri due anni) il voto di un socio valeva sempre uno, a prescindere dalla quantità di azioni possedute (principio “una testa, un voto”), adesso chi ha più azioni comanda. All'atto pratico, per i piccoli azionisti non è che cambi granché: l'obiettivo è sempre quello di ottenere un dividendo e di vedere le azioni rivalutate nel tempo. Da questo punto di vista, le grandi banche popolari italiane non hanno avuto una sorte molto diversa dagli istituti di credito. (...)

Leggi l’articolo integrale sul giornale in edicola

Marino Smiderle
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1