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19 luglio 2018

Economia

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28.05.2011

Gli industriali sfilano in corteo: «per l'impresa»


 La presidente Emma Marcegaglia in testa al corteo di industriali ieri a Treviso
La presidente Emma Marcegaglia in testa al corteo di industriali ieri a Treviso

Antonella Benanzato
TREVISO
Un appello accorato, una bandiera quella degli imprenditori veneti, che non ha colore politico. Se non la forza dell'impegno messo ogni giorno per far fronte a una crisi che ha toccato pesantemente anche un territorio in salute come la ricca Marca trevigiana. Il risultato è una marcia silenziosa a cui hanno preso parte 2 mila imprenditori - al termine dell'assemblea di Unindustria Treviso "Imprese cuore della società" cui avevano partecipato in 2800 - condivisa dalla presidente Emma Marcegaglia che ha partecipato in testa al corteo, insieme al presidente di Unindustria Treviso, Alessandro Vardanega, e al presidente di Confindustria Veneto, Andrea Tomat. Tra i presidenti delle territoriali anche il numero uno degli industriali della provincia di Vicenza, Roberto Zuccato.
SACCONI: «ANCHE LE BORGHESIE SI INC...». Malgrado la grandinata che ha colpito l'assemblea generale all'inizio, allagando l'ingresso della tensostruttura, la marcia ha potuto svolgersi come previsto. Per la numero uno degli industriali, si è trattato di una manifestazione «di impegno civile, la dimostrazione, soprattutto in questa terra, di quanto le aziende contribuiscono alla crescita della società e ad aiutare tutta la società». Anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che non ha partecipato al corteo, ne ha condiviso "pienamente" le ragioni. La paragona alla marcia dei 40 mila colletti bianchi della Fiat a Torino nel 1980 . «Queste iniziative - ha sottolineato il titolare del Welfare - maturano in alcuni momenti, del resto anche le borghesie nel loro piccolo si incazzano quando legittimamente vedono troppe ostilità alla cultura d'impresa. Credo che la marcia sia più rivolta alla Cgil che al governo».
MARCEGAGLIA: «NON LASCIO PRIMA, COME QUALCUNO VORREBBE». È una presidente Marcegaglia tonica, agguerrita, quella che si presenta di fronte agli industriali trevigiani e veneti, che non lascerà il suo incarico «prima del tempo come qualcuno vorrebbe». Elogia il Veneto che "sperimenta", che accoglie «concretamente gli immigrati» - Unindustria Treviso sottolinea ospita nei suoi appartamenti i profughi - «alla faccia dell'egoismo di cui vi accusano». La numero uno di Viale dell'Astronomia mette in fila le priorità per il Paese: riforma fiscale, riduzione della spesa pubblica e la crescita. Non risparmia la politica che è perennemente in "campagna elettorale" e necessiterebbe di una cura dimagrante: «i sacrifici non li possono fare solo le imprese e i lavoratori» vera spina dorsale del Paese. Mette a tacere i rumors su una sua possibile discesa in politica: «Ho detto che mi batterò anche al di fuori delle imprese, ma non intendevo con un impegno politico», poi lancia un messaggio a una certa stampa: «non temo gli attacchi giornalistici, la mia è una Confindustria che ha lavorato e lavorerà sempre in autonomia e indipendenza». Poi l'avvertimento: «Finché sarò presidente lo farò nel mondo che voglio io».
VARDANEGA: «ASSUMERE GIOVANI». Appassionato e diretto l'intervento del presidente di Unindustria Treviso, Alessandro Vardanega, che rivendica la manifestazione come prova di «un'Italia capace di camminare sulle proprie gambe, di contare sulle proprie forze e di dare prima ancora di ricevere. Un'Italia seria che pretende rispetto e considerazione». Vardanega ha ringraziato Emma Marcegaglia per il suo impegno di questi anni, «per l'energia con cui hai guidato gli imprenditori italiani - ha proseguito - in questi difficilissimi anni e per la forza con cui hai respinto gli attacchi di quanti, attaccando te, intendevano colpire l'autonomia e la credibilità di una grande Associazione che sentiamo nostra». Si rivolge anche al ministro del Welfare, Sacconi, "politico capace di visione", affinché si ricordi «di questo incontro e di un sistema produttivo che pretende un Paese competitivo almeno come le proprie imprese». Chiede al presidente del Veneto, Luca Zaia, «il coraggio di promuovere l'idea e la nascita di una vera e propria capitale di questa vitale area europea. Un grande progetto regionale che chiami a raccolta tutte le energie economiche, sociali e culturali del Veneto». Infine l'appello più forte, quello diretto ai colleghi imprenditori: «Anche a voi chiedo un impegno preciso. Chiedo, a ciascuna impresa che farà delle assunzioni nel corso dei prossimi dodici mesi, di assumere almeno un giovane». Il cambiamento comincia anche da qui.

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