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22 maggio 2018

Economia

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17.04.2018

«Edilizia, ripresa legata al cambiamento sociale»

Alcuni dei relatori che hanno partecipato al convegno Ance: il terzo da sinistra Antonio Vescovi. COLORFOTO
Alcuni dei relatori che hanno partecipato al convegno Ance: il terzo da sinistra Antonio Vescovi. COLORFOTO

L’immagine numero 27 proiettata ieri sera all’assemblea dei Costruttori edili e impianti mostra quattro anziani seduti su una panchina che si passano un fazzoletto bianco sulla fronte. Il titolo che la accompagna parla di invecchiamento, bassa natalità, riduzione della popolazione in età da lavoro. Se nel 2004 la dipendenza dagli anziani delle città italiane era appena il 29,4% essa è destinata a diventare il 47,5% nel 2034. E nel 2036 la stima per il Veneto sfiora il 57%. Si parte da qui, dal processo di invecchiamento costante, come pure dalla diminuzione della popolazione e dal calo costante dei giovani (oggi sono il 21% ma nel 2002 erano il 26%) per disegnare i modelli edilizi del futuro. Ma si parte soprattutto dai cambiamenti radicali in corso. Almeno tre. Primo: famiglie con struttura molto “liquida” dove la coppia coniugata con figli non è più il modello, sempre più orientata verso «soluzioni abitative elastiche». Secondo: i millennials (16-35 anni) la cui ragione di vita è il lavoro - sempre più precario - e per cui «la casa non è una priorità». Terzo: le generazioni più anziane il cui obiettivo «è cercare soluzioni abitative per trascorrere una vecchiaia serena e confortevole». Il presidente Antonio Vescovi giunto alla chiusura del mandato alla guida della sezione invita la categoria ad «alzare lo sguardo» per capire quello che sta accadendo e per intraprendere percorsi nuovi sempre più legati ai modelli socio-economici. LA SFIDA. Ed è così che ieri lo sguardo si è allargato alle nuove frontiere edilizie. Quelle che Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell'edilizia, non ha esitato a concretizzare parlando per esempio, nell’ambito dell'edilizia residenziale, di ”co-housing“, iniziative che consistono in insediamenti di 20-40 unità, per famiglie e single, che si sono scelti tra loro e hanno deciso di vivere come una comunità di vicinato combinando l’autonomia dell'abitazione privata con i vantaggi di servizi comuni. Oppure i “seniores residence”, complessi edilizi dedicati a over 64, spesso soli e in prevalenza donne, composti da unità indipendenti a cui si aggiungono aree comuni interne ed esterne. Il tutto con impatto tecnologico all’avanguardia, se è vero come evidenzia Andrea Monticolo, vicepresidente nazionale di Assistal (Impiantisti), che si stanno già progettando pavimenti intelligenti: in caso di caduta dell’anziano mandano un messaggio. Ma è anche vero che, accanto a soluzioni residenziali innovative e ad un mercato sempre più «segmentato» come evidenzia Gian Battista Baccarini, presidente Fiaip (agenti immobiliari) tra anziani che cercano soluzioni di pregio e quarantenni efficentamento energetico, c’è sempre di più anche la richiesta di affitti. Soprattutto tra i giovanissimi per affitti brevi. L’EVOLUZIONE. La Cassa depositi e prestiti, come ha spiegato ieri Paola Delmonte, chief business develpment officer della Sgr, è già in movimento su alcun iniziative: per esempio ha istituito un fondo riservato ad investitori professionali nel settore dello smart housing ad incrementare l’offerta abitativa in locazione proprio per chi non è più in grado di investire nella proprietà abitativa. O non ha più l’interesse a farlo per ragioni legati alle condizioni di vita. La popolazione sta quindi cambiando e ha nuove necessità. Ma la “coperta” per gli enti pubblici è corta per far fronte alle nuove esigenze, soprattutto per incentivare le nascite che in Veneto sono a picco. Lo sa bene l’assessore regionale ai servizi sociali Manuela Lanzarin secondo cui «un bonus non risolve il problema della famiglia» mentre guarda sconsolata la fotografia che indica Bolzano, provincia autonoma, in vetta ai capoluoghi che oggi, così come nella prospettiva dei prossimi 20 anni, presentano un saldo positivo tra nati e morti. E capace pertanto, in virtù della propria autonomia, per la quale ora è in cammino anche il Veneto, di incentivare la crescita. I DATI. In attesa di rendere concreti i futuri sbocchi - insiste Vescovi - secondo «una logica integrata di sistema» con le amministrazioni e le programmazioni urbanistiche, si fa i conti con un 2018 che comincia a dare segnali positivi. A fare da volano resta sempre la riqualificazione del patrimonio abitativo. Il fisco sulla casa e non solo resta però opprimente, come evidenzia il presidente Ance Gabriele Buia. Per una società e un'edilizia che cambiano è la costante del settore. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberta Bassan
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