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23 settembre 2018

Economia

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11.09.2018

Alleva gli alpaca e riporta a Vicenza un Oscar agricolo

Al centro Alberto Baruffato tra Martino Cerantola e Anna Zanella
Al centro Alberto Baruffato tra Martino Cerantola e Anna Zanella

Roberta Bassan PADOVA Non si è presentato evidentemente con uno dei cinque alpaca che fanno parte del suo allevamento a Monteviale, ma nell’Aula Magna del Bo a Padova ieri mattina Alberto Baruffato è arrivato portando un cesto di gomitoli di colore marrone, bianco, nocciola e un peluche realizzato ad uncinetto con fibra di alpaca. Quell’animale «docile, simpatico, socievole» da cui fu affascinato due anni fa durante una vacanza con la fidanzata Anna Zanella in Alto Adige, passando per Renon, nel più grande allevamento d’Italia di alpaca e lama con 300 esemplari. Fu «amore a prima vista», ricorda ancora. Tanto da acquistarne uno e portarlo a Monteviale dove oggi la famiglia è cresciuta, si attende un cucciolo per primavera e si è sviluppata un’attività: nella fattoria didattica “Alberto&Anna alpaca” tutti i fine settimana, fino all’autunno inoltrato, sono già prenotate escursioni someggiate tra i sentieri della zona e si forniscono i gomitoli filati e la didattica per realizzare sciarpe e berretti. «La fibra di alpaca ha la pregiatezza del cashmere e il valore aggiunto di essere anallergica, lavorata con colori naturali, si può arrivare a scorgere anche il filetto di fieno». È a Monteviale che dall’animale si può scegliere il colore, viene fornito il gomitolo e si può imparare a realizzare un capo. Un progetto di riscoperta dell’alpaca legato a fattoria didattica e turismo rurale che ha convinto - per la sua «originalità» - la giuria di Coldiretti ad assegnare a Vicenza l’Oscar green veneto nella categoria Impresa 3.Terra, una delle sei sezioni di cui è composto il premio dedicato ai giovani e che ieri ha visto il gran finale. L’ATTESA. In lizza, tra i 76 candidati, c’erano 16 progetti vicentini (la provincia più numerosa) con la speranza di portare a casa almeno un riconoscimento, dopo che lo scorso anno Vicenza era tornata con le mani vuote. Speranza che si è esaudita con «un’impresa - ha commentato Martino Cerantola, presidente provinciale di Coldiretti - nata da un mix di passione e sogno, che ha dimostrato di fare innovazione e al contempo restare legata al territorio in cui è sorta». Per ora un’impresa da “tempo libero” visto che entrambi i due “soci” hanno un’altra occupazione: «Una passione che spero possa trasformarsi in lavoro - spiega Baruffato -, per ora ringrazio l’azienda in cui sono impiegato per il tempo che mi lascia dedicare a questa attività». I VINCITORI. I vincitori delle sei categorie oltre a Baruffato sono stati il birraio trevigiano Marco Tonon per Campagna Amica, l’aceto di kaki da Verona di Eleonora Farinazzo per Creatività, l’agrigelato della bellunese Carolina Da Rold per Fare Rete, Sibylle Righetti con la barca della bontà degli ultimi a Venezia per Noi per il Sociale, la rodigina Giulia Casellato con la casa ad impatto zero per Sostenibilità. Menzione speciale alla veronese Sofia Maria Tezza per l’olio imbottigliato con etichetta in braille. Il Veneto sarà rappresentato alla finale nazionale da Farinazzo e Righetti. E si presenta come una «terra fertile di idee», parole del presidente regiopnale di Coldiretti Daniele Salvagno, successore di Cerantola, alla prima uscita pubblica: «Il primario grazie alle nuove generazioni brilla per la tecnologia, l’innesto con il digitale e conserva il rispetto della tradizione, un’iniezione di speranza per il sistema economico e del Made in Italy». L’assessore regionale Giuseppe Pan ricorda che ai giovani sono dedicate risorse del Piano di sviluppo rurale 2014-2020: nei primi 3 anni sono state finanziate 1100 domande per 44 milioni di premio di primo insediamento e 58,5 milioni per ammodernamento. Il Psr veneto mette 1.169 milioni fino al 2020. «Ce ne vorrebbero il doppio». •

Roberta Bassan
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