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13 novembre 2018

Cultura

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23.12.2017

STILLE NACHT! DA DUE SECOLI

Il manoscritto originale   di Joseph Mohr è del 1816, quello con la musica di Franz Xaver Gruberè del 1818 La cappella commemorativa, dietro  le rovine della vecchia chiesaDa sinistra il prete Josef Mohr e l’organista Gruber
Il manoscritto originale di Joseph Mohr è del 1816, quello con la musica di Franz Xaver Gruberè del 1818 La cappella commemorativa, dietro le rovine della vecchia chiesaDa sinistra il prete Josef Mohr e l’organista Gruber

Nicoletta Martelletto Fu eseguita a due voci, con chitarra e coro, forse perchè l’organo era fuori uso. Ma divenne una hit mondiale. Sulle macerie napoleoniche e le tensioni tra Baviera e impero d’Austria, nella primavera 1816 il territorio di Salisburgo col Trattato di Monaco viene spartito. All’impero dell’aquila va Salisburgo, compreso il borgo di Oberndorf. Nel Natale di quell’anno - tra epidemia e carestie, ondate di emigrazione - il cappellano Joseph Mohr si trova a Mariapfarr, nel Lungau: scrive un testo semplice che inneggia al silenzio dopo il rumore delle cannonate, all’abbraccio tra i popoli del mondo. Sei strofe intitolate “Stille Nacht! Heilige Nacht!”. Diventerà il canto natalizio più diffuso quando due anni più tardi padre Mohr sottoporrà la poesia all’amico Franz Xaver Gruber, insegnante nel paesino di Arnsdorf ma organista alla chiesa di San Nicola di Oberndorf, dove il sacerdote ora presta servizio. Il professore compone una melodia in re maggiore, una nenia che gli studiosi – tra cui il prof.Gottfried Kasparek - ritengono ispirata al suono della zampogna e al fraseggio sacro sciliano. Gruber non dà importanza alla composizione, tanto che non riesce nemmeno ad eseguirla all’organo la notte di Natale del 1818, perché lo strumento ha bisogno di manutenzione. Allora la “arrangia” per coro, tenore, basso e chitarra, un abbinamento insolito nella liturgia, ma che fa presa sui fedeli: lui suona e padre Mohr canta. “Notte silenziosa!Notte Santa!” colpisce per la sua malinconia, per la dolcezza e l’invito alla pace. E’ probabilmente Carl Mauracher, manutentore di organi, a farla viaggiare portandola con sé in Tirolo. Nel dicembre 1822 la melodia è eseguita dai fratelli Rainer davanti allo zar Alessandro I di Russia e all’imperatore Francesco I d’Austria, a Fügen. Saranno proprio i Rainer nelle loro tournée in Germania, Svezia, Gran Bretagna a inserire Stille Nacht nel repertorio; e più tardi anche i fratelli mercanti Strasser, della valle Zillertal, accompagneranno le loro attività commerciali a concerti popolari nelle piazze. Intanto il testo di Mohr e Gruber viene stampato a Steyr e a Dresda, alimentando l’equivoco che sia un canto tirolese. Nel 1939 gli eredi Rainer prendono il piroscafo ed eseguono Stille Nacht per la prima volta a New York durante un concerto. Nel 1842 a Boston il canto viene tradotto e presentato come “Silent Night, Holy Night”. L’apprezzamento è universale ma è solo nel 1854 che se ne chiarisce l’origine: Federico Guglielmo IV, re di Prussia, vuole lo spartito originale e interroga un’abbazia di Salisburgo. Dove, casualmente, studia il figlio di Franz Xaver Gruber che chiarisce la paternità del brano: solo allora Gruber senior metterà il copyright sulla faccenda. A fine dell’Ottocento Stille Nacht è cantato in ogni angolo della terra e a fine Novecento arriverà a 300 traduzioni diverse. Quella italiana – Astro del ciel, con testo proprio – si deve a don Angelo Meli, edita nel 1937 dalla Carrara di Bergamo.In una pagina nebbiosa della Prima guerra mondiale, la notte di Natale del 1914 ci fu una tregua non ufficiale sul fronte occidentale tra inglesi, tedeschi e francesi: si registrarono scambi di piccoli doni, partite di calcio e il canto di Stille Nacht come scambio di auguri. Forse è questa la trasversalità per cui nel 2011 Stille Nacht è stato incluso nella lista dei beni immateriali Unesco. Oberndorf, sobborgo qualunque, è diventato una capitale della pace, dove è stata costruita una cappella al posto della vecchia chiesa di San Nicola e dove un museo oggi racconta il miracolo del canto di Natale. •

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