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30.01.2014

Quarant'anni fa in Vespa Easy rider da Chiuppano

Gaetano e la partenza in Vespa da Chiuppano: è il 23 luglio 1974
Gaetano e la partenza in Vespa da Chiuppano: è il 23 luglio 1974

Aveva in mente Marco Polo? O Arturo Ferrarin? Certo puntava in alto il giovane Gaetano Dal Santo quando nel 1974 decise di arrivare fino a Istanbul, partendo da Chiuppano, paese natale dei genitori Giovanni e Maria Luisa, poi emigrati in Belgio negli anni della fame.
Gaetano è cresciuto tra le montagne di carbone della Vallonia a Charleroi. Il papà lo ha iniziato alla passione per la moto, quando lo caricava sulla robusta Zündapp tedesca, «messa insieme con pezzi provenienti da tre diverse moto» ricorda il figlio. Il fratello Giorgio ha compiuto con la sua Bmw più di una impresa negli ultimi otto anni, raggiungendo Pechino e rientrando via Mongolia e Mosca; firmando il periplo del Sudamerica e infine attraversando l'Africa da nord a sud. Buon sangue non mente: Gaetano decise di arrivare alla porta d'Oriente nell'estate di 40 anni fa quasi per scommessa, a bordo di una Vespa 125. Un'avventura da neofiti, senza gps, senza telefoni, senza zaino, con quatto valute straniere di risulta, una borsa legata con lo spago sul portapacchi fiammante. Al bar di Chiuppano fioccarono le scommesse: non ce l'avrebbe mai fatta. E restò un'estate da leggenda. Col passo leggero e quasi ritroso del debuttante, Gaetano - piccolo imprenditore di successo, con clientela in tutto il mondo - apre il suo diario d'epoca per tessere l'elogio della Vespa, «frutto del Genio umano verso soluzioni di progresso». C'è l'epica dell'ignoto ad accompagnarlo, dopo aver acquistato il mezzo usato da un cugino per 40 mila lire: la Vespa gli serviva per andare a lavorare, nei giorni del caro-benzina, delle domeniche a targhe alterne, dei capricci degli sceicchi che tenevano in scacco l'Europa.
Con 2 mila lire si faceva il pieno ed erano 200 km di libertà. In tuta rossa militare - del fratello paracadutista - e scarpette da ginnastica, casco da parà e oscuranti Polaroid sugli occhiali, eccolo salutare gli amici martedì 23 luglio. Passaporto rinnovato ma per i visti nulla di certo: c'erano quattro Paesi almeno da attraversare. Lo attende ogni giorno un alberghetto così così, una cena rifocillante, tappe dai 500 ai 650 chilometri. Ogni luogo è una scoperta, un incontro. Slovenia, Croazia, la Jugoslavia, la Bulgaria, fino alla Turchia. Ad un ragazzo che gli fa da guida regala il suo cappello western, ad una albergatrice gentile lascia la mancia, ad una dogana inflessibile l'impiegata timorosa lo fa passare e gli chiede l'immaginetta sacra conservata nel passaporto. Cose d'altri tempi, davvero. Quasi 5 mila km fino ad Istanbul e ritorno, con il patto di fare sosta sul Mar Nero in Romania, dove gli amici lo attendono a Mangalia.Ce la fa, Gaetanno, e da figlio di emigranti si sente bene in ogni luogo del mondo. Sarà ancora più vero negli anni successivi quando la mitica vespa lo accompagnerà sulle Alpi o al seguito del Giro d'Italia, perchè l'altra passione dell'autore è la bicicletta: ieri quella da corsa (sue ripetutamente la Parigi-Roubaix come la Milano- Sanremo) , oggi ancora da corsa ma vintage con i veicoli storici della "Vacamora” di settembre in Altopiano di Asiago.
Domani sera alle 20.30 a palazzo Colere a Chiuppano, con l'amico Enzo Segalla, Gaetano Dal Santo presenterà il suo libro in quattro lingue (italiano, francese, olandese e inglese) già richiesto oltralpe. In sala anche la 125 cc, classe 1965.N.M.

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