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26 settembre 2018

Cultura

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07.07.2018

"Piccole Donne"
disegnate da Ziche
Parodia su Topolino

Le papere in abiti dell'800 disegnate da Silvia Ziche
Le papere in abiti dell'800 disegnate da Silvia Ziche

THIENE. «Ho letto Piccole Donne quando ero bambina e l'ho riletto ora facendone, soprattutto, un'analisi non tanto del testo e del contenuto, ma soprattutto degli ambienti. Mi sono soffermata sugli abiti, e vestire le papere con i gonnelloni dell'Ottocento è stato fantastico. Sembrano dei bignè». Per celebrare l'anniversario del il 150° dall'uscita di uno dei libri più letti di Louisa May Alcott, punto di riferimento per generazioni di giovani ragazze, il settimanale Topolino ha affidato alla disegnatrice disneyana thienese, Silvia Ziche, le strisce a fumetti "Piccole Grandi Papere"; nuovo capitolo in quattro puntate delle grandi parodie letterarie disneyane. Il primo capitolo è uscito sul numero di Topolino pubblicato questa settimana.

 

Scritta da Marco Bosco, con i disegni di Silvia Ziche, la saga a fumetti vede protagoniste nei panni delle sorelle Quarch un pool di papere decisamente grintose: Paperina, Brigitta, Miss Paperett, Paperetta Yé Yé, che vivono insieme a Nonna Papera. Zio Paperone e Paperino sono i Laurenbeck (alias i Lawrence), mentre Rockerduck riveste il ruolo del cattivo antagonista, accecato dalla fame di ricchezza, che metterà a dura prova le quattro sorelle.

 

Nel corso delle quattro puntate, emergeranno pregi e difetti delle protagoniste che, proprio come nel romanzo originale, hanno un talento da coltivare: chi la passione per la scrittura (Paperina-Daisy), chi per la musica (Brigitta-Bridget), chi per l'arte (Paperetta YéYé-Pamela) e chi per i bambini (Miss Paperett-Mill). Anche Paperino-Donald, il giovane vicino di casa alle prese con il rigido Zio Paperone-Mr Laurenbeck, scoprirà la sua passione per la recitazione. Il testo originale viene quindi rivisitato in chiave ironica o umoristica, senza perdere di vista i valori fondanti del romanzo come la famiglia, l'impegno, l'altruismo, la crescita interiore.

 

Ci ha messo molto tempo ad entrare nei panni di "Piccole Donne"? «Non ho riletto libro, lo ricordavo abbastanza bene e poi non dovevo scrivere i testi, però mi sono rivista il film giusto per farmi un'idea precisa sulle ambientazioni, sui costumi dell'epoca. Diciamo che la mia è stata una ricerca iconografica» racconta Silvia Ziche.

 

E come sono venute le nuove Papere? «Mi sembrano più divertenti e dinamiche del solito, poi naturalmente mi sono dovuta adattare ai testi scritti da Marco Bosco che sono comunque esilaranti. Quella venuta meglio? Direi che sono tutte simpatiche e strampalate in generale. Forse Brigitta per la sua testardaggine è quella che mi piace di più».

 

Si parte dai fumetti per arrivare a... ? «Quello che mi auguro è di suscitare curiosità tra i ragazzi. Mi piacerebbe che dai fumetti passassero ai libri. Le strisce dovrebbero essere propedeutiche alla lettura, alla curiosità. Con me ha funzionato» conclude la disegnatrice thienese.

Chiara Roverotto
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