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01.02.2013

Il canone Austen

Keira Knighltey e Matthew Macfadyen in Orgoglio e pregiudizio
Keira Knighltey e Matthew Macfadyen in Orgoglio e pregiudizio
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Il fidanzato ideale è Mr. Darcy, Fitzwilliam Darcy; la donna perfetta è la sua Elizabeth Bennet. Tutti i romantici sono d´accordo da 200 anni, quanti ne compie Orgoglio e pregiudizio, il capolavoro di Jane Austen.
I primi lettori il 28 gennaio 1813 probabilmente erano più concentrati sui casi delle cinque sorelle Bennet in cerca di marito, senza immaginare che l´idillio fra Darcy ed Elizabeth — ostacolato, per i pochi materialisti che non lo sapessero, dall´orgoglio di lui e dai pregiudizi di lei — sarebbe diventato il canone della narrativa amorosa occidentale.
Anche se lo chiamava «il mio adorato bambino», il romanzo lasciava in realtà alcuni dubbi nell´autrice. Avrebbe funzionato? Continuava a chiederselo, Jane, mentre fra il 1796 e il 1797 scriveva quelle Prime impressioni (il titolo originale), continuando a modificare il manoscritto, fino all´ultimo.
Alla fine temeva di avere consegnato alle stampe un testo che rischiava di non essere preso sul serio, «forse troppo leggero, allegro e spumeggiante». Proprio le caratteristiche, unite alla pungente ironia, che ne avrebbero decretato il successo. Di più: il trionfo, se Jane Austin conosce in lingua inglese sono un autore che venda di più, tale Shakespeare.
Fu nell´introduzione all´edizione del 1894 di Orgoglio e pregiudizio che George Saintsbury coniò il termine Janeites, sdoganato in letteratura da Kipling e usato ancora oggi per indicare le fedelissime (e i fedelissimi, ma la questione di genere sarà affrontata dopo).
Sul legame indissolubile che si stabilisce tra Jane Austen e chi la legga si ironizza fin dai tempi dello scrittore e saggista Arnold Bennett. Scriveva nel 1927: «La reputazione di Jane Austen è difesa da eserciti di paladini pronti a uccidere per la loro santa causa. Sono quasi tutti dei fanatici. Non ascoltano. Se qualcuno attacca Jane può succedergli di tutto. È probabile che venga invitato a dimettersi dai club. E io non voglio dimettermi dai miei».
LA COERENZA linguistica necessita di un plurale maschile, ma va sottolineato, ed eccoci al fattore sessuale, che il 90% dei Janeites sono donne. Per trovare una ragazza che non ami Jane Austen bisogna scomodare nientemeno che Charlotte Brontë (la considerava «furba e del tutto priva di poesia»), ma la maggioranza dei maschi ritiene i suoi libri, soprattutto Orgoglio e pregiudizio, una sofferenza infinita.
La fede janeitica divide anche i grossi nomi della letteratura in lingua inglese. Fedeli dichiarati sir Walter Scott, G.K. Chesterton e Rudyard Kipling (il quale nel 1924 scrisse appunto il bellissimo racconto Gli amici di Jane Austen, in originale The Janeites). Apostati Joseph Conrad («cosa mai ci trova la gente?») D.H. Lawrence («assolutamente sgradevole, inglese nel senso più negativo, cattivo e snob della parola») e soprattutto Mark Twain, il più feroce con la povera Jane: «Ogni volta che leggo Orgoglio e pregiudizio», tuonò da par suo il viscerale autore di Tom Sawyer, «mi viene voglia di dissotterrarla e di picchiarla sul teschio con la sua stessa tibia».
Profezia! Il mix Jane Austen-cadaveri riesumati ha fatto la recente fortuna dello scrittore Seth Grahame-Smith, il quale con Orgoglio e pregiudizio e zombie (2009) ha scalato le classifiche dei libri più venduti e ha creato la moda di riscrivere i classici in chiave horror (nemmeno il nostro Manzoni si è salvato).
Ma prima che si realizzasse così il vaticinio di Mark Twain, da una decina d´anni si reinventavano già le vicende di Orgoglio e pregiudizio. Si va dalla semplice narrazione della storia attraverso il punto di vista di uno dei personaggi, ai possibili seguiti dopo il matrimonio di Darcy ed Elizabeth, in cui magari la giovane coppia è impegnata in indagini. Ne sono un esempio sia la serie della scrittrice americana Carrie Bebris (iniziata nel 2004 con Orgoglio e preveggenza), sia il nuovo libro di P. D. James, signora del giallo britannico, Morte a Pemberley (Mondadori), scritto proprio per celebrare il bicentenario di Orgoglio e pregiudizio.
Questa necessità di rimetterci le mani significa che il libro originale ha perso il suo fascino? Semmai l´esatto contrario: ne basta un pizzico per garantire successo a qualunque cosa. Esempio. Cosa è più lontano dall´idillio romantico di quanto narrato nel bestseller Il diario di Bridget Jones (1995)? Andate a guardare bene il vero amore della protagonista, lo scontroso Mark Darcy. Altro non è che la versione furbescamente aggiornata del personaggio austeniano.

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