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22 settembre 2018

Cultura

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12.09.2018

Un omaggio a Tirelli, il sarto del cinema

Alcuni abiti che saranno visibili alla mostra dedicata a Tirelli
Alcuni abiti che saranno visibili alla mostra dedicata a Tirelli

Gualtieri (in provincia di Reggio Emilia )celebra il genio artistico di Umberto Tirelli, cittadino illustre e onorario, sarto che ha vestito film tra i più importanti della storia del cinema, con una mostra antologica in programma dal 16 settembre (inaugurazione sabato 15, alle 18) al 25 novembre nel Salone dei Giganti di palazzo Bentivoglio. L'esposizione - promossa e organizzata da Fondazione Museo Antonio Ligabue, Comune, Fondazione Tirelli Trappetti, Tirelli Sartoria ed Emil Banca - attinge dal patrimonio unico della Tirelli Costumi: 160 mila costumi, dal periodo pre-cristiano ad oggi, ed oltre 15 mila abiti autentici, dal 1750 al 1980. A fare da anteprima, venerdì 14 alle 21 al teatro Sociale, la proiezione di “Medea” di Pier Paolo Pasolini, con Maria Callas: Tirelli con la sua sartoria nel 1969 affiancò Piero Tosi nella realizzazione dei costumi del film. La mostra “Ritorno a Gualtieri”, nel novantesimo anno della nascita, vuole rendere omaggio al sarto, costumista, designer, storico del costume e collezionista morto a Roma nel 1990, noto anche come “archeologo della moda” per la sua capacità di riprodurre costumi di tutte le epoche. Già dal 1992 la Sala di Icaro ospita in esposizione permanente la sua donazione, che comprende il “suo” museo privato: oltre 50 opere tra cui disegni di Balthus, dipinti di Clerici, Guttuso, Maccari, De Chirico e Manzù, e due costumi realizzati da Piero Tosi e Pier Luigi Pizzi per l'Enrico IV di Pirandello (lo indossò Romolo Valli) e per il “Ludwig” di Visconti (Romy Schneider). Valli, grande attore e operatore culturale cui Reggio Emilia ha intitolato il suo più prestigioso teatro, sarà ricordato nella mostra così come un altro amico e collega di Tirelli, Danilo Donati, costumista e scenografo due volte premio Oscar (per “Romeo e Giulietta” di Zeffirelli, nel 1968, e per “Il Casanova” di Fellini, nel 1976), originario di Luzzara, il paese di Cesare Zavattini sulla sponda reggiana del Po a pochi chilometri da Gualtieri. Proprio ad un altro Oscar, la costumista Gabriella Pescucci, cresciuta nella bottega Tirelli e premiata nel '94 per “The age of innocence” di Martin Scorsese, è affidata la cura dell'esposizione, che attraversa la storia della sartoria di Umberto Tirelli con abiti che hanno fatto la storia del cinema. Tra i pezzi più importanti, il costume indossato da Donald Sutherland nel “Casanova” felliniano e l'abito da sposa portato da Dominique Sanda nel “Novecento” di Bertolucci. Tanti i film vestiti dal sarto gualtierese, dal “Gattopardo” a “Morte a Venezia”, da “Amarcord” a “La città delle donne”. Nonostante una vita di successi il suo rapporto con la Bassa reggiana non si è mai interrotto ed è stato, anzi, inossidabile. •

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