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16 dicembre 2018

Cultura

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16.12.2010

In quello stadio
il cuore
di Vicenza

La copertina del libro scritto dai nostri colleghi Antonio Di Lorenzo e Andrea Mason sulla storia del glorioso stadio Menti
La copertina del libro scritto dai nostri colleghi Antonio Di Lorenzo e Andrea Mason sulla storia del glorioso stadio Menti

Costruito nel 1935, all'epoca del Trio Lescano, quando si chiamava "Stadio del Littorio", da 75 anni il "Menti" è lo specchio di Vicenza, un pezzo di storia recente. È stato intitolato a Romeo Menti, che a 16 anni lo inaugurò nel 1935, con la maglia del Vicenza. Morì, assieme a un altro vicentino, Virgilio Maroso di Marostica, nel disastro di Superga del 1949. Tutti e due giocavano nel Grande Torino.
Su quel campo verde, i tifosi hanno applaudito le vittorie del Lanerossi e sofferto per le sue sconfitte. Hanno visto giocare Luison, Campana, Vinicio, Vitali, Vendrame, Reif, Paolo Rossi e Roberto Baggio. Hanno palpitato d'emozione quando la Coppa Italia nel 1997 è stata levata in alto nel cielo da capitan Lopez.
Ma al "Menti" - trasformato da arena sportiva in anfiteatro dell'anima - i vicentini hanno anche applaudito la storica visita di papa Wojtyla,in un altro 8 settembre celebre, nel 1991. Hanno cantato assieme ai "big" della canzone (Claudio Baglioni nel 1985, Lucio Dalla nel 1991, Eros Ramazzotti nel 1987, gli Oasis nel 2002) che si sono esibiti in mega-concerti allo stadio.
Hanno fatto cornice alle molte "Partite del cuore" che hanno visto scendere in campo celebri cantanti, piloti famosi, preti del Triveneto e perfino Michael Schumacher.
Al Menti ha giocato la Nazionale maggiore nel 1989 contro l'Algeria. S'è allenata la Nazionale di Spagna per i mondiali del 1990.
Il Menti ha ospitato nel 1984 il ministro della Difesa, Giovanni Spadolini, e il battaglione "Col Moschin" della "Folgore". Undici anni dopo, lo stadio ha fatto da cornice al raduno nazionale dei bersaglieri.
Ma lo stadio vicentino come luogo sportivo non ha vissuto di solo calcio. Fino al 1956 esisteva una pista di atletica prima di far nascere i "parterre" che ha visto gareggiare molti campioni. Vi hanno corso generazioni di giovani vicentini, agli ordini del professor Guido Perrato. Perfino il "Giro d'Italia" ha sfruttato lo stadio vicentino e la sua pista: il grande Koblet nel 1950 conquistò al "Menti" la maglia rosa, precedendo Gino Bartali e Fausto Coppi. Testimone di quella vittoria è l'attuale presidente della Camera di Commercio, Vittorio Mincato: quel giorno lui c'era al "Menti".
Allo stadio di Vicenza Ugo Tognazzi e Pupi Avati nel 1987 hanno girato anche un film, "Ultimo minuto", con Diego Abatantuono ed Elena Sofia Ricci, naturalmente sul mondo del calcio. Ma anche Carlo Verdone ha citato il Lanerossi Vicenza in un suo film.
Lo stadio è stato oggetto di polemiche (chi l'ha dimenticato il palo della tribuna centrale che rovinava le dirette sportive, tanto da farlo definire "stadio albanese"?), il suo impianto di irrigazione è stato al centro di una infezione nel maggio 2002 che ha portato 600 vicentini all'ospedale e ne ha fatti vaccinare 2500.
Lo stadio è stato sommerso da grandi nevicate, alluvionato dalla piena del Bacchiglione (anche un mese fa, l'1 novembre), travolto dall'uragano che ha fatto crollare la balaustra dei "distinti" nel 2002.
Anche se il nuovo Piano regolatore ne prevede l'abbattimento, il "Menti" resta un "luogo del cuore" per Vicenza, come ha certificato il Fondo per l'ambiente italiano nel suo referendum sui siti più amati dagli italiani.
Il Menti è stato quest'anno il luogo più indicato dai vicentini.

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