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Cultura

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06.11.2013

Don Giuseppe Fogazzaro e l'“invenzione” dell'asilo

Don Giuseppe Fogazzaro
Don Giuseppe Fogazzaro

Sacerdote, patriota, filantropo, studioso, ma soprattutto pedagogo. Ecco Giuseppe Fogazzaro nato a Bergamo duecento anni fa, il 6 novembre 1813. Suo padre, Antonio Fogazzaro era originario di Vicenza: qui Giuseppe frequentò il collegio di don Girolamo Iseppi, prima di entrare in seminario nel 1831. Fu ordinato sacerdote il 28 gennaio 1863 e un anno dopo si laureò a Padova, proprio nell'Università in cui nel 1843 ottenne la cattedra di dogmatica. Di questi anni l'incontro con il filosofo e sacerdote Antonio Rosmini Serbati (1797 - 1855), grande nemico dell'illuminismo e del sensismo. Fu questo il suo incontro più importante insieme a quello con il presbitero e pedagogista Ferrante Aporti (1791 - 1858). L'idea aportiana che affascinava Fogazzaro era quella di un asilo che doveva accogliere e preservare dai pericoli della strada i figli dei lavoratori, un modo di prevenzione fino ad allora ignoto, aiutare le famiglie a sostenerli mediante la refezione (refettorio), educare i bambini nello sviluppo intellettivo, religioso, morale e fisico. All'educazione fisica erano dedicate 5 ore, mentre 4 ore erano dedicate all'attività intellettuale e morale. attraverso i fanciulli, l'istruzione doveva migliorare le condizioni sociali del popolo e suscitare la coscienza nazionale! Gli orari erano gli stessi della scuola elementare: ingresso alle 8 e uscita alle 17. Nel luglio 1839 aprì un asilo a Vicenza, per quaranta bambini e bambine. Fogazzaro non pensava solo alle altre scuole aperte in Italia, ispirato all'idea evangelica del bambino, si rivolse ai problemi dei bambini vicentini, ai diseredati, e a loro aprì le porte. Testimonianza del suo impegno i vari rapporti per la “Società per gli asili infantili in Vicenza” redatti tra il 1840 e il 1843. Guardando al degrado fisico e morale dei figli delle classi meno abbienti, scrive che sono bambini « vieti, infermici, deboli, sparuti, tardi» segnati nel fisico dalla povertà, dalla denutrizione. Per lui l'asilo deve offrire oltre ll'educazione il cibo e migliorare le condizioni igieniche.
Fogazzaro valorizza il lavoro dei maestri, li chiama a osservare la personalità dei bambini, ad agire di conseguenza. Nel 1843 accoglie 600 bambini, il suo cruccio diventa offrire loro un futuro, apre dei corsi perché imparino un mestiere.
Nello stesso anno diventa commissario di beneficenza pubblica per Vicenza, con qualche intervallo lo resterà fino al 1898, anno in cui riceve la commenda dell'Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro. Si impegnò politicamente nel Risorgimento fin dal 1848, fu a Venezia per aiutare gli insorti, pianse la caduta della sua Vicenza, e dopo un periodo d'esilio ritornò alla sua città facendosi carico dell'educazione del nipote Antonio, prima di farsi coinvolgere nel 1859 nella lotta politica che gli costò un nuovo esilio. Ritornò dopo l'Unità, per stare vicino al nipote, cattolico colorò la sua stretta e conservatrice ortodossia di un cristianesimo paleo socialista che nutrì la gioventù berica. Si spense nella sua villa di Montegalda il 6 aprile del 1901, pianto non solo dal nipote, ma dai popolani che da lui ebbero il ristoro della cultura e una prospettiva di futuro.

Ugo Brusaporco
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