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15 dicembre 2018

Cultura

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31.08.2018

Palladio e la lezione di Giulio Romano

Una lezione dello scorso anno a Villa Pisani Bonetti a Bagnolo
Una lezione dello scorso anno a Villa Pisani Bonetti a Bagnolo

Quando, nel dicembre del 1542, Giulio Romano decise di venire a Vicenza per risolvere l’annoso problema del progetto della Basilica, Palladio ne fu così impressionato da andargli incontro a Mantova e accompagnarlo in città. Il giovane Andrea era allora un taglia pietra di talento, ma non ancora riconosciuto come architetto. Si trovò davanti un uomo elegantissimocome lo aveva ritratto Tiziano, a proprio agio nel gran mondo della corte mantovana e capace di discutere i suoi progetti da pari a pari anche con gli aristocratici vicentini. L’edizione 2018 del corso annuale sull’architettura palladiana è dedicata proprio a “Palladio e Mantova”. È un modo efficace per dare sostanza all’intuizione della centralità di Mantova e dei suoi artisti – Giulio Romano, ma anche Leon Battista Alberti, Mantegna e Bertani – nella formazione del celebre architetto veneto. La 60esima edizione del corso sull’architettura palladiana organizzata dal Cisa e dedicata alla memoria di Renato Cevese, durerà fino al 5 settembre, e prevede lezioni in aula e seminari . Oltre 50 architetti e storici di diverse nazionalità – tra cui Argentina, Brasile, Messico, Perù, Canada, Cina, Croazia, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Stati Uniti d’America e Italia – avranno la possibilità di visitare gli edifici palladiani in città e nel Veneto. Istituzioni statunitensi, come Save Venice e Poplar Forest, hanno voluto mettere a disposizione borse di studio. Lo stesso hanno fatto, a Vicenza, l’associazione “Non è l’età” e donatori privati, permettendo a giovani studiosi di frequentare. L’’Ordine degli Architetti ha concesso crediti formativi. Un dream-team di studiosi guiderà i partecipanti nella visita di oltre quaranta monumenti in sette giorni: dalla Gran Bretagna Caroline Elam – per vent’anni direttrice del “Burlington Magazine”,e Guido Rebecchini, il giovane “cervello in fuga” chiamato alla cattedra del Courtauld Institute of Art di Londra. Dagli Usa Glenn Most (University of Chicago e Scuola Normale di Pisa); dall’Italia Amedeo Belluzzi (università di Firenze), Guido Beltramini (direttore Cisa Palladio), Molly Bourne (Syracuse university Florence), Howard Burns (Scuola Normale di Pisa), Francesco Paolo Fiore (università la Sapienza di Roma), Antonio Foscari (Iuav Venezia), Gianmario Guidarelli (Iuav Venezia, università di Padova), Damiana Paternò e Mario Piana (Iuav Venezia). •

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