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15.08.2011

Vicenza si scusa e abbraccia Pontelandolfo


 La protesta inscenata ieri mattina da Luciano Disconzi. COLORFOTO
La protesta inscenata ieri mattina da Luciano Disconzi. COLORFOTO

Un lungo grande applauso. Così Pontelandolfo ha accolto il sindaco di Vicenza Achille Variati, che ieri, assieme al presidente del Comitato dei Garanti per i 150 anni dell'Unità d'Italia, Giuliano Amato, ha presenziato alla cerimonia di riconciliazione dell'Italia con il paese beneventano.
Variati, dopo aver stretto la mano al sindaco Giacomo Testa, ha parlato con grande equilibrio di riconciliazione e unità, ricordando il tragico episodio avvenuto il 14 luglio di 150 anni fa quando 440 beneventani furono uccisi dai bersaglieri guidati dal colonnello vicentino Pier Eleonoro Negri. Giuliano Amato ha invece portato un messaggio del Capo dello Stato.
Per la prima volta, dunque, dopo 150 anni tutti a Pontelandolfo si sono stretti in un grande abbraccio, ricordando, in una cerimonia sentita, una delle pagine più ingloriose dell'unificazione italiana.
«Stavolta ho vinto». Luciano Disconzi è raggiante. Dopo due anni e mezzo la sua personale battaglia può dirsi conclusa. Dal 2009 l'insegnante vicentino, sposato con una beneventana, è in prima linea per far sì che uno degli episodi più brutti dell'Unità d'Italia non sia dimenticato: la strage a Pontelandolfo di 440 cittadini per mano dei bersaglieri. Per ricordare l'episodio Disconzi ha organizzato tante iniziative. L'ultima in ordine di tempo è andata in scena ieri mattina, quando si è appostato con due grandi cartelli in piazza dei Signori. Già, ma come mai proprio ieri, giorno in cui per la prima volta in 150 anni l'Italia ha chiesto scusa a Pontelandolfo, il vicentino ha continuato la sua protesta? «Perché non lo sapevo», risponde sincero Disconzi. «Mi sono sistemato in mattinata - racconta - e dopo alcuni minuti mi hanno riferito dell'articolo del Giornale di Vicenza. Ho quindi appreso della visita del sindaco Variati e ho pensato: "Stavolta ho vinto"; sono emozionato e contento. I miei sforzi sono stati ripagati».

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