martedì, 22 gennaio 2019
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

22.05.2012

Si è sentito chiaramente anche nel Vicentino il terremoto che ieri notte ha provocato morti e f

Si è sentito chiaramente anche nel Vicentino il terremoto che ieri notte ha provocato morti e feriti in Emilia. Un evento tellurico assolutamente inaspettato, in quanto la “bassa emiliana” non era annoverata tra le aree a rischio sismico, e così molti si chiedono se anche in Veneto nel futuro si debba temere una forte scossa. Una risposta in questo senso ci viene dalla storia che indica nel 25 febbraio 1695 l'unica data in cui anche il Veneto ha pianto numerosi caduti per le conseguenze di una scossa tellurica di ingente intensità. Quello che è conosciuto come “il terremoto di Santa Costanza” toccò un'intensità pari al grado 6 della scala Richter e provocò alcune centinaia di morti, avendo come epicentro l'area trevigiana attorno ad Asolo. Anche la fascia pedemontana vicentina fu interessata dal fenomeno: a Bassano si registrarono alcune decine di vittime, qualche unità anche nei villaggi della fascia prealpina e di alta pianura vicentina, fino ad arrivare al dato di Sandrigo, forse il paese colpito più lontano dall'epicentro, dove l'unico morto fu il cinquantaquattrenne Lodovico Vesco, perito “nel corso di un gran terremoto” come registrò il parroco don Antonio Malenghi. Fra i paesi più colpiti, appunto, Asolo, che contò 1477 case distrutte, 1284 case rese inabitabili e 46 morti. Anche San Zenone fu pesantemente colpito, riscontrando danni anche alla torre campanaria, già allora considerata appartenente al castello ezzeliniano. In tutto l'Asolano furono completamente rase al suolo oltre 1700 abitazioni. Peraltro i terribili fatti della fine di febbraio 1695 si inserirono in un contesto di assoluta emergenza-terremoto per le regioni che di lì ad un paio di secoli avrebbero formato l'Italia. L'11 gennaio 1693, infatti la Val di Noto in Sicilia conobbe il terremoto che, assieme a quello del 1908 è ricordato come l'evento catastrofico di maggiori dimensioni che abbia colpito la Sicilia orientale in tempi storici, registrando con la scossa principale un'intensità pari a 7,4° della scala Richter e provocando la distruzione totale di oltre 45 centri abitati con un numero complessivo di circa 60 mila vittime in circa due anni di scosse forti seguite da altre di assestamento per un totale di circa 1500 eventi. Mentre in Val di Noto si continuavano a piangere nuovi morti, l'8 settembre 1694 un nuovo evento tellurico di intensità 6,9 della scala Richter colpiva Benevento, provocando seimila morti e danni in Irpinia, Basilicata e anche in Abruzzo.

Giordano Dellai
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Salvini vorrebbe reintrodurre l'obbligo del grembiule a scuola, almeno per le classi elementari: sei d'accordo?
ok

Avvenimenti 2018

Sport

VIAGGI