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22.01.2014

Ospedale di Vicenza "salvo". Non va evacuato
per il bomba-day, ridotta l'area d'impatto

La bomba inglese che dovrà essere disinnescata
La bomba inglese che dovrà essere disinnescata
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VICENZA. L'area di sicurezza è stata ridisegnata e ridotta: in occasione del disinnesco della bomba da 4.000 libbre che giace all'ex Dal Molin, quindi, la parte di città da evacuare sarà minore e soprattutto non comprenderà l'ospedale e la questura.
Un bel sospiro di sollievo, dunque, in vista delle operazioni che si svolgeranno probabilmente tra marzo e aprile e culmineranno con il secondo bomba day della storia della città, dopo quello del 2001 per il disinnesco della “gemella” rinvenuta al cimitero maggiore.
Gli specialisti del 2° reggimento genio guastatori di Bolzano, che da ottobre lavorano attorno all'ordigno britannico inesploso, già da un paio di mesi stavano studiando la possibilità di ridurre l'area di sgombero, inizialmente indicata tra i tre e i quattro chilometri, per poter disinnescare l'ordigno in sicurezza.
Parallelamente al lavoro sul campo, i genieri della brigata alpina Julia avevano silenziosamente iniziato fin dallo scorso autunno a ragionare sulla possibilità di ridurre l'area di evacuazione, anticipando nei fatti quella che era stata la successiva richiesta del consigliere Claudio Cicero. Il risultato di tale elaborazione, con l'indicazione della possibilità di ridurre il raggio a 2,5 chilometri, è stata fatta adesso pervenire alla prefettura di Vicenza, cui a questo punto spetta decidere il da farsi.
Il “caso Vicenza” è stato da subito considerato dal 2° guastatori delicato e articolato: nonostante le analogie con l'intervento sulla similare bomba del 2001 al cimitero maggiore, infatti, esso costituisce sia per tipologia di munizione e ancor più per particolarità e insidia dello scenario di ritrovamento, un caso unico nel panorama internazionale delle bonifiche. Si tratta infatti di un caso che impone, per preservare l'incolumità della cittadinanza dell'area interessata, la scelta di alcune linee d'azione che esulano dal normale protocollo operativo. In particolare, nel dicembre scorso, gli specialisti di Trento hanno avviato una fase informativa e di accertamento, mettendosi in contatto con strutture militari nazionali e internazionali competenti in materia.
Dall'analisi dei dati giunti da questi istituti militari, il 2° reggimento genio ha potuto contrarre il raggio di evacuazione a 2,5 chilometri, grazie all'impiego dei più aggiornati codici di calcolo sviluppati in contesto militare internazionale e in concomitanza di un ottimale creazione di apprestamenti protettivi, ossia i barricamenti che servirà erigere attorno all'ordigno nel momento in cui inizierà la delicata fase del disinnesco.
Attualmente la “Old Lady”, come l'hanno ribattezzata gli addetti ai lavori, riposa protetta da una cassa di legno, sorvegliata dalle forze dell'ordine 24 ore su 24. È stato questo il primissimo intervento dei genieri con la penna nera, la cui primaria preoccupazione, oltre alla bonifica dell'area nella quale si trova l'ordigno principale, è stata quella di inscatolare la “Old Lady”, al fine di proteggerla e isolarla da qualsiasi sollecitazione esterna di natura casuale involontaria o accidentale.
Ora in attesa del via dalla Prefettura e del Comfodin di Padova, competente in materia, gli specialisti agli ordini del colonnello Giovanni Fioretto, comandante del 2° reggimento, stanno affinando le fasi di pianificazione. Il capitano Salvatore Toscano, responsabile dell'attività e suoi ufficiali, sottufficiali e militari, che da mesi lavorano all'ex Dal Molin, hanno le idee chiare riguardo alle numerose variabili da tenere in considerazione. Gli specialisti stanno infatti valutando le possibili soluzioni di ogni particolare, riguardo a una situazione che non ha precedenti e che proprio per questo riguardo alla quale non esiste alcuna letteratura.
Anche per questo il caso di Vicenza è seguito con attenzione da tutti i livelli dell'Esercito, dal Comando truppe alpine di Bolzano al Comando forze operative terrestri di Verona, fino a Stato maggiore Esercito.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Rolli
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