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16.10.2013

Il rito del litigio L'offerta a Dio dei musulmani

Per il mondo islamico il 15 ottobre è la giornata del sacrificio dove si sgozzano agnelli o montoni
Per il mondo islamico il 15 ottobre è la giornata del sacrificio dove si sgozzano agnelli o montoni

Il mondo islamico si ferma per un paio di giorni. Uffici pubblici e scuole chiusi, tutti in vacanza, si bloccano i Paesi a maggioranza musulmana. Chiusi i negozi dopo aver venduto ogni ben di dio. È la festa più importante, insieme a quella di fine ramadan, il lungo digiuno purificatore. Una festa familiare. Si chiama Eid al-Aadha, è la festa del sacrificio o dell'offerta a Dio. Si celebra nel mese lunare islamico di Dhu l Hijja, che cade spesso a metà del mese di ottobre alla fine comunque del mese del pellegrinaggio. Quest'anno si festeggiava proprio ieri 15 ottobre, che corrisponde nell'anno islamico al 10 dhul-hijja 1434. Un'occasione per il fedele musulmano di avvicinarsi a Dio attraverso l'offerta dei montoni e degli agnelli sgozzati secondo un antichissimo rituale. Il sacrificio è previsto in una sura del Corano, la 38esima, in cui si ripercorre la vicenda di Abramo, pronto a sacrificare il figlio Ismaele e della sua vita permeata dalla fede. Sottrarsi alla festa del sacrificio per un credente nell'Islam è impensabile, anche se questa ricorrenza non appartiene di fatto ai cinque obblighi rituali del musulmano (la professione di fede, la preghiera cinque volte al giorno, il digiuno del Ramadan, l'elemosina, il pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita). In occasione della giornata individualmente o in comunità si prega, si ascolta il sermone e si festeggia previa preparazione: lavati, profumati, con begli abiti, si fa un percorso diverso all'andata e al ritorno rispetto alla moschea, si mangiano datteri in numero dispari. E si invoca più volte Allah Akbar, il nome di dio. Il sacrificio della pecora, della capra o dell'agnello è legato a tempi in cui la carne era un bene di lusso, un po' come avveniva anche nei giorni della civiltà contadina in Europa: il cibo più costoso nella ricorrenza più importante. La macellazione avviene secondo le regole halal, e se il capofamiglia o il fratello maggiore non sono in grado di eseguire l'uccisione secondo il rituale ci sono macellai che girano con un kit ed eseguono la macellazione dietro piccoli compensi. Il rito avviene davanti alla famiglia e con i bambini in prima fila: non viene ritenuto uno spettacolo macabro perchè il musulmano vi assiste fin dalla tenera età e fa parte della tradizione religiosa. Versato il sangue, anche davanti alle case, l'animale viene scuoiato e poi messo sulla griglia: verrà consumato nel banchetto di metà giornata e se ne porterà una parte alle famiglie più povere, che non possono permettersi l'acquisto del montone (carissimo) o di una più economica pecora. Nei giorni precedenti la festa si moltiplicano i mercati lungo le strade e gli animali vengono caricati vivi sulle auto o portati a casa a piedi, trattenuti con una corda, magari con un codazzo di bambini saltellanti attorno. La domanda di montoni solo in Nordafrica è elevatissima e si calcola che vengano richiesti 10 milioni di capi, molti dei quali arrivano persino da allevamenti rumeni. I sacchetti di bile dell'animale ucciso spesso vengono attaccati sui muri delle case come portafortuna. © RIPRODUZIONE RISERVATA IL NUMERO DI MATRIMONI Cala il numero di matrimoni ma tra le coppie che si sposano cresce la quota di quelle miste, dove uno dei due coiniugi è italiano e l'altro di origine straniera: nel 2012, quasi un matrimonio su cinque è stato misto. Lo scorso anno il numero di matrimoni celebrati in città ha raggiunto i minimi storici: solo 283 coppie hanno pronunciato il fatidico «sì» e tra queste solo 122 lo hanno fatto sull'altare; le altre unioni sono avvenute con riti civili. I matrimoni misti nel 2012 sono stati il 18,4% del totale. Un dato in crescita rispetto all'anno precedente (17,4%) e rispetto al 2010 (13,2%). La quota di matrimoni misti ha avuto una tendenza all'aumento negli ultimi quindici anni: nel '98, l'anno dal quale il Comune riepiloga i dati, erano il 9,5% del totale. Salvo qualche eccezione la quota è poi aumentata di anno in anno fino al 20% del 2005. Lo scorso anno i matrimoni tra italiani sono stati il 72% mentre il restante 9,6% è rappresentato da matrimoni tra stranieri.

Nicoletta Martelletto
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