lunedì, 22 ottobre 2018
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

04.12.2010

Campani e veneti «L'unità d'Italia? Una fregatura»


 Il "tanko" utilizzato dal commando che nel 1997 assaltò il campanile di San Marco a Venezia. Sotto l'ideologo del gruppo Luigi Faccia, fondatore del Veneto Serenissimo governo, arrestato per il blitz nella città lagunare
Il "tanko" utilizzato dal commando che nel 1997 assaltò il campanile di San Marco a Venezia. Sotto l'ideologo del gruppo Luigi Faccia, fondatore del Veneto Serenissimo governo, arrestato per il blitz nella città lagunare

Veneti non più polentoni e napoletani non più terroni si mettono insieme per fondare un'Assemblea degli Stati pre-unitari che festeggerà all'incontrario il 150° del Regno d'Italia. Capifila dell'operazione sono un "presidente della repubblica" e un "segretario di assemblea costituente nazionale". L'avvio dell'operazione è in agenda stamattina a Vicenza in un incontro ai chiostri di Santa Corona.
Il presidente in questione è Luigi Faccia, nel 1997 ideologo e mandante dei serenissimi-indipendentisti che sbarcarono col loro "tanko" a San Marco e occuparono il campanile della basilica veneziana, tre anni e mezzo in carcere per i reati commessi quella volta, titolare della carica massima nella sua Veneta Serenissima Repubblica proclamatasi due anni fa territorio libero. Altri Vip del suo staff: i ministri Valerio e Demetrio Serraglia, Mario Bonamigo, Andrea Viviani altro serenissimo del '97 e il presidente del Veneto Serenissimo Governo, Luca Peroni, uno degli otto del commando mezzo serio e mezzo no che in Laguna fece il passo propagandistico più lungo della gamba legale, lui da "comandante del tanko".
Il segretario che incontrerà il presidente venetista è Antonio Pagano, sudista al Nord (vive a Torri di Quartesolo), tra i promotori del libero Stato di Napolitania (il presidente della Repubblica italiana non c'entra, naturalmente...) alla quale sono stati dati nello stemma i gigli angioini che ornano Punta & Tacco dello Stivale e un cavallino rampante (neanche la Ferrari c'entra...). Nel faccia a faccia con Faccia sarà il portavoce di «un gruppo di napolitani che hanno riscoperto le loro radici vere, la loro storia e la loro cultura riappropriandosi della loro vera identità».
Punto di partenza comune della neonascente Assemblea degli Stati pre-unitari è la contestazione del 1861 e dell'Unità sotto i Savoia. I venetisti contestano il processo politico-culturale dell'unificazione, e i modi e i numeri del plebiscito che confermò il "sì" della regione all'entrata in Italia nel 1866, dopo la Terza guerra d'Indipendenza contro l'Austria asburgica. I napolitanisti eredi delle memorie del regno dei Borboni commemorano i morti meridionali nell'Impresa garibaldina dei Mille e nella discesa al Sud dell'esercito del regno piemontese (1860) e poi negli anni della repressione contro la resistenza filo-borbonica al nuovo Regno unitario, i moti popolari e il brigantaggio (1861-1866).
«Scopo dell'assemblea è la revisione totale dell'illegale occupazione italiana, frutto del cosiddetto Risorgimento»: partiranno da questa idea - domani alle 11 nella sala dei Chiostri di Santa Corona - il ragionamento comune di Serenissimo Governo-Napolitania e la chiamata agli indipendentisti che volessero riportare la mappa della Penisola a un secolo e mezzo fa.
Come? «La revisione dovrà avvenire attraverso referendum popolari» anticipano Faccia e Pagano: consultazioni pubbliche da chiedere (...ottenerle è tutt'altra cosa) per far votare il distacco dallo Stato e far nascere o la collana di staterelli regionali sul modello dei secoli passati o nuove macroregioni componibili in base all'utilità odierna.

Antonio Trentin
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Stanno facendo discutere le maxi sculture dei leoni di San Marco: dopo Trissino ora è la volta di Arzignano. Cosa ne pensate?
ok

Avvenimenti 2018

Sport

VIAGGI