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27.07.2011

Allarme per le nuove povertà


 Un'immagine dell'incontro dell'altra sera degli "homeless" ( i senza casa) di Vicenza. FOTO NEGRIN
Un'immagine dell'incontro dell'altra sera degli "homeless" ( i senza casa) di Vicenza. FOTO NEGRIN

C'è chi è arrivato dall'estero. Chi per scelta vive senza fissa dimora. E chi all'improvviso è rimasto senza lavoro e senza casa. Sono i senzatetto vicentini. Adulti, anziani ma anche giovani che ogni giorno sono costretti a lottare per trovare una pagnotta e una dimora. L'altra sera si sono trovati alla parrocchia di San Giorgio, grazie all'iniziativa voluta dal musicista Luca Bassanese in collaborazione con la rivista Scarp de' tenis e don Agostino Zenere, coordinatore della Caritas vicariale di Vicenza.
LA NUOVA POVERTÀ. I volti dei venti clochard, arrivati dall'albergo cittadino, da Casa San Martino e dalle strade della città, raccontano le difficili esperienze vissute. E si scopre che da qualche anno è finito nel baratro anche chi fino ad un po' di tempo fa poteva contare su un lavoro regolare, una casa e una famiglia. È questo, forse, l'aspetto che permette di riflettere sui cambiamenti della società, anche grazie alle parole di chi ha toccato il fondo e prova ogni giorno a risalire. "Facevo il verniciatore - racconta Franco Cassino, 52 anni - e sono "caduto" due volte. Nel 2008 ho perso il lavoro, ho cercato di campare facendo qualche attività saltuaria, ma l'anno scorso sono stato sfrattato Sono senza casa, lavoro per il Comune di Bressanvido e vengo pagato tramite vaucher. Il proprietario del miniappartamento in cui abitavo avanza 10 mila euro. Non ho modo di pagarlo visto che non ho soldi e vivo alla Caritas. A settembre terminerà il mio impiego e non so ancora cosa farò". Nicola, un giovane che preferisce nascondere cognome ed età, vive all'albergo cittadino da diversi anni. "In tanto tempo - afferma - ho visto passare di tutto e di più. Se prima arrivavano solo senzatetto ora passano anche medici e imprenditori. Persone che sono state messe ko dalla crisi e che senza lavoro non riescono a vivere".
UN TETTO. C'è anche chi è senza un tetto da oltre 12 anni. "Sono arrivato a Vicenza perché avevo amici qui - afferma un clochard sloveno - all'inizio facevo il muratore ma presto ho perso tutto. Dove vivo? Non posso dirlo. Quel che è certo è che ci sono tante case abbandonate in giro. Un tetto lo trovo. E per mangiare vengo alla Caritas. Non ho timore di rimanere all'aperto. Sono sicuro che ha più paura qualcuno ad entrare dove sono io. Non viceversa". Infine, c'è chi ha girato l'Europa prima di arrivare a Vicenza. "Sono stato in Spagna ma anche in Germania e infine a Treviso - racconta Pietro Sartorio, 57 anni - vivo sempre all'aperto, tranne d'inverno, quando chiedo ospitalità alla Caritas. Mi va bene così. Non ho nulla da chiedere a questa vita".
Tante le esperienze e le storie. Molte sono state raccontate dal musicista vicentino Luca Bassanese che, al termine della cena, ha inscenato un reading, alternando letture e canzoni: "Ho voluto organizzare questa serata per portare alla luce testimonianze di vita vissuta. Non tanto per pietismo, sia chiaro. Quanto per trovare in queste esperienze il senso di vittoria nei confronti dell'esistenza".

Nicola Negrin
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