martedì, 11 dicembre 2018
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

09.07.2009

«Lavorerò con tutti per il bene del paese»


 Il nuovo sindaco di Solagna Carlo Nervo
Il nuovo sindaco di Solagna Carlo Nervo

Carlo Nervo, nuovo sindaco di Solagna, racconta e si racconta a poche settimane dall'incoronazione. Nativo di Solagna, 38 anni, ex calciatore del Bologna, che lo ha portato anche in nazionale, Nervo vive oggi a Mantova ma ha tutte le intenzioni di smentire chi considera questa distanza un ostacolo allo svolgimento del suo incarico.
Domanda a bruciapelo: secondo lei la legge è uguale per tutti?
«Dovrebbe».
Significa che in municipio sarà vietato a chiunque fumare, senza le distinzioni che hanno spesso creato polemiche senza sortire alcun effetto?
«Assolutamente si. Generalmente quando entro in nuovo ambiente lo faccio in punta di piedi, ma assicuro che presto nessuno potrà fumare negli uffici comunali».
Come mai non ha ancora provveduto all'assegnazione degli assessorati?
«Perché voglio rendermi conto personalmente delle competenze delle persone. Non voglio fare le cose in fretta. È un ambiente nuovo per me e ho bisogno di capire alcune cose».
Cosa risponde a chi la ritiene un sindaco prestanome e dice che vivendo lei a Mantova di fatto il paese verrà amministrato dall'ex sindaco, oggi suo vice, Gian Andrea Bellò?
«Dico che la mia presenza ci sarà eccome. Mi è piaciuta l'idea di candidarmi sapendo di avere alle spalle un vicesindaco che ha dieci anni di esperienza in cui ha fatto cose egregie. Voglio che si lavori tutti insieme e per tutti intendo il consiglio intero, comprese le minoranze. Mantova è a un'ora e un quarto di strada, chi vive in città impiega un'ora ogni giorno per andare al lavoro. Sono abituato a muovermi».
Per un Comune così piccolo i rimborsi spese pesano.
«Per il primo anno non ho richiesto alcun rimborso e nemmeno lo stipendio. Lavorerò a titolo gratuito, perché ritengo che mi ci voglia più o meno un anno per essere veramente effettivo nel mio ruolo di sindaco. Se non potrò partecipare in prima persona a qualche riunione mi farò sostituire dal vicesindaco o da qualche consigliere, dipenderà dal tema trattato. Vorrò una relazione scritta su ogni incontro da presentare a tutto il Consiglio».
Potrà sostituirla anche qualche consigliere di minoranza?
«Certo, come le ho detto per me il gruppo è unico. Bisogna lavorare insieme e su questo tutto il gruppo deve crescere. Vorrei che anche i cittadini partecipassero alle scelte con le loro competenze e i loro consigli. Per questo presto mi organizzerò per dare una disponibilità di orario al pubblico ed un numero di telefono diretto con cui i solagnesi potranno contattarmi direttamente».
Nel programma parla di mettere gli impianti sportivi a disposizione di gruppi e associazioni. Ridurrete i costi per l'utilizzo degli impianti?
«Una palestra così bella va sfruttata il più possibile, proprio per ammortizzare i costi di manutenzione. Vorrei che oltre al calcio e alla pallavolo Solagna diventasse un centro sportivo di riferimento per altri sport. Bisogna trovare un equilibrio, coinvolgere altri Comuni. Dobbiamo dare ai giovani più possibilità di scelta. Io mi sono appena iscritto alla nazionale sindaci, anche questo è un modo per portare il nome di Solagna fuori dal territorio».
Progetti per le scuole?
«Dobbiamo pensare a qualcosa che premi il merito. Se ne occuperà la prof. Martini, cui andrà certamente l'assessorato all'istruzione, data la sua grande esperienza».
Cosa pensa delle classi di ingresso per i bambini stranieri?
«Penso che se un bambino arriva in Italia e non parla la lingua rallenta l'apprendimento degli altri bambini».
Basterebbe investire sugli insegnanti di sostegno per non minare l'unità delle classi.
«La strada del sostegno è quella auspicabile ed è quella che porterò in Consiglio».
Lei ha giurato a Pontida di recente. Cosa vuol dire per lei essere leghista?
«Mi sono avvicinato alla lega qualche anno fa. Non sono assolutamente razzista, però ho avuto la possibilità di vivere e lavorare al Sud e ho vissuto sulla mia pelle quanto siamo diversi per mentalità e valori; è giusto che tuteliamo i nostri principi, la nostra voglia di lavorare. Se due o tre regioni mandano avanti l'Italia, è giusto che vedano riconosciuti i propri diritti».
Anche al Sud ci sono persone che lavorano, che hanno i nostri stessi valori.
«Certo, ci sono delle persone squisite, che ti danno il cuore, ma chi ha il potere si comporta in modo diverso. Sotto Roma sono tutti funzionari pubblici, in giacca e cravatta. Bisogna rimboccarsi le maniche con il federalismo fiscale».

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Il ministro Bussetti chiederà agli insegnanti di dare meno compiti per Natale. Sei d'accordo?
ok

Avvenimenti 2018

Amici di Noè

Sport

VIAGGI