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07.03.2010

«Fondamentale per il Veneto raggiungere l'autonomia»


 Il ministro Zaia tra la gente in piazza Garibaldi. FOTO CECCON
Il ministro Zaia tra la gente in piazza Garibaldi. FOTO CECCON

Ha esordito con una battuta in dialetto, ma poi ha proseguito il suo discorso in italiano, per farsi intendere anche «da chi non ha mai votato Lega».
Ha fatto tappa in città, ieri mattina, il ministro delle politiche agricole e aspirante governatore del Veneto Luca Zaia, giunto a Bassano per promuovere la sua candidatura a presidente della Regione e quella degli esponenti del Carroccio della zona in lizza alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo: il consigliere comunale bassanese Nicola Finco e l'assessore di Romano Massimo Ronchi. Atteso dai sostenitori e dall'establishment leghista del Vicentino, l'esponente del Governo è arrivato in piazzotto Montevecchio a metà mattinata. Prima di salire sul palco, davanti ai giornalisti, ha rivolto un ringraziamento ai bassanesi, che ha definito «grandi produttori di specialità tipiche come l'asparago bianco Dop». Accompagnato dai candidati locali e dai sostenitori, ha quindi dato il via al comizio. I due candidati bassanesi, assieme ai compagni di lista Daniele Borò e Roberto Ciambetti, all'europarlamentare Mara Bizzotto, al sen. Paolo Franco e all'assessore provinciale Nives Stevan, sono rimasti accanto a Zaia mentre pronunciava il suo discorso e spiegava le ragioni che l'hanno spinto ad affrontare questa campagna elettorale.
«Umberto Bossi e Silvio Berlusconi mi hanno chiesto se volevo andare in Veneto – ha spiegato – Nessuno mi ha obbligato. Lo slogan che abbiamo scelto per questa competizione, "Prima il Veneto", non è stato creato da qualche agenzia pubblicitaria ma è la risposta che io do a quanti mi chiedono per quale ragione abbia deciso di lasciare il Ministero dell'agricoltura».
Per Zaia è infatti fondamentale per questa Regione raggiungere l'autonomia ed ottenere l'applicazione del federalismo fiscale.
«In qualche Stato d'Europa ci sono esempi di gestioni di questo tipo – ha sottolineato - Io credo che ogni Regione italiana dovrà arrivare a negoziare con il Governo centrale la sua dose di autonomia, che viene prima di strade, ospedali e scuole. Paroni a casa nostra!».
Il candidato ha poi toccato un tema molto caro agli elettori del Carroccio, quello del federalismo fiscale, e ha assicurato di voler puntare al miglioramento dei servizi sanitari attraverso la riduzione dei tempi delle liste d'attesa per le visite specialistiche e la garanzia di un trattamento rispettoso e cortese agli utenti. Ha inoltre ribadito il suo no agli Ogm e all'importazione da fuori confine di prodotti spacciati per specialità italiane, sostenendo la necessità di modificare il regolamento del consiglio regionale.
Prima di scendere dal palco e attraversare il mercato cittadino, Zaia ha infine voluto rivolgere una raccomandazione ai suoi elettori.
«Non pensate che l'esito di questa campagna elettorale sia scontato – ha ammonito - I nostri avversari sono delle brave persone. Non fate croci sul mio nome, ma solo sul simbolo. Noi abbiamo la possibilità di scrivere un pezzo di storia del Veneto, ma le rivoluzioni senza cuore e senza popolo non si fanno». Alla fine un piccolo incidente ha rallentato per qualche minuto la tabella di marcia del ministro: un anziano è infatti stato colpito da un lieve malore proprio al termine del discorso. C.Z.

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