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24.06.2013

Cerimonia e libro per ricordare il vescovo Cuccarollo

Casoni ha ricordato il vescovo Cornelio Sebastiano Cuccarollo nel 50° anniversario della morte, avvenuta a Bassano il 23 maggio 1963. Nato a Casoni il 5 luglio 1870, Cuccarollo ha studiato nel seminario dei cappuccini di Udine, poi filosofia a Padova e teologia a Venezia, avendo come compagno di studi anche san Leopoldo Mandic. Ordinato sacerdote nel settembre 1893, ha insegnato letteratura italiana e latina allo Studio filosofico dei cappuccini di Padova, ha diretto il bollettino francescano e dal 1914 al '23 è stato parroco ad Adria. Nel maggio del 1923 è stato consacrato vescovo e nominato titolare della diocesi di Bovino, nel Beneventano, dove rimase fino al '31 quando diventò arcivescovo di Otranto. Qui si impegnò particolarmente nella predicazione e nella catechesi, compiendo ben quattro visite pastorali, e gettò le basi per la fondazione delle suore apostole del catechismo chiamando il primo gruppetto di ragazze proprio da Casoni. Nel luglio del '52 ha lasciato la diocesi e si è ritirato nel convento di Bassano, dove trascorse gli ultimi anni di vita mettendosi a disposizione soprattutto per l'amministrazione delle cresime. I funerali vennero celebrati nella chiesa di San Francesco a Bassano il 27 maggio 1963 e la sera stessa le spoglie furono trasportate nel cimitero di Casoni, dove riposano nella cappella dei sacerdoti. Per ricordare la figura del compianto arcivescovo a Casoni è stata celebrata una messa che ha visto una buona partecipazione di fedeli, e per l'occasione è stato distribuito anche il libretto curato dal nipote, don Emanuele Cuccarolo, di Radio Oreb, e parroco di Lisiera, che traccia un breve excursus biografico e aneddotico ricordando i 120 anni dall'ordinazione sacerdotale, i 90 dalla consacrazione episcopale e i 50 dalla morte. «Il vescovo Cuccarollo fu battezzato due volte, - evidenzia don Emanuele Cuccarolo - perché dopo il battesimo in chiesa, nel ritorno a casa attraversando il torrente Lugana, la donna che lo teneva in braccio cadde nell'acqua col piccolo stretto al petto. Nessuno dei due però si fece male». Molte altre curiosità vengono riportate nel libretto, corredato di foto, che di certo contribuirà a mantenere sempre vivo il ricordo del vescovo cappuccino tra i suoi compaesani.D.Z.

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