Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
19 settembre 2018

Speciali

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Sottotraccia

01.06.2017

Valle Calvi e gli Zanchi

Il bellissimo oratorio della Zanchi, con statue del CassettiLa Via Longa che costeggia i campi. In alto le ex fonti a Sant’Agostino
Il bellissimo oratorio della Zanchi, con statue del CassettiLa Via Longa che costeggia i campi. In alto le ex fonti a Sant’Agostino

Cinzia Albertoni

La meta di questa camminata è una piccola contrada rurale sui colli di Arcugnano che nasconde un vero gioiello architettonico: l'oratorio di San Pietro detto degli Zanchi. Si parcheggia l'auto presso le Fonti di Sant'Agostino a Vicenza le cui acque salutari furono scoperte dal dr. Francesco Morsoletto nel 1870. Vi arrivavano malati da ogni dove per i cicli di cure idropiniche , tanto che nel 1920 si costruì un piccolo albergo di proprietà della famiglia Dal Bianco, ma la fiorente attività del luogo subì le conseguenze del periodo bellico che ne sancirono il declino. Oggi rimangono la casetta con la cornice in legno e la scritta "Fonte S. Agostino" e lo spettrale albergo, in attesa di un miracolo finanziario che ripristini la fonte.

LA VIA LONGA. Si prosegue sulla strada sterrata sulla sinistra , si sorpassa una vecchia fornace con la torre cilindrica in cotto e ci s'inoltra nella Valle dei Calvi percorrendo la sterrata Via Longa, antico percorso che metteva in comunicazione le valli di Sant'Agostino con le contrade alte di Arcugnano e Perarolo. Si risale quasi tutta la valle e giunti al cartello di Life Ambiente si prende a sinistra raggiungendo l'altro versante della valle che si percorrerà fino a un incrocio di sentieri dove si andrà a destra inoltrandosi nel bosco.

CONTRADA ZANCHI. Sotto un tunnel verde inizia la salita che risale il versante collinare e sbuca in Contrada Zanchi il cui abitato è formato da due corpi uniti da un sottopasso, unico nella zona. Subito spicca l'edicola religiosa dedicata a San Pietro Apostolo costruita per volere della vedova Margherita Zanchi e dei suoi figli Bortolamio e Beniamino, con richiesta inoltrata alla curia da don Pietro dall'Ava, maestro di cerimonie della cattedrale e cognato di Margherita Zanchi Dall'Ava. Consacrato nel 1706, l'oratorio presenta all'interno una perfetta fusione tra architettura e scultura barocca con una profusione di statue scolpite da Giacomo Cassetti che proprio in quell'anno sposava la figlia dello scultore Orazio Marinali. In alto, nella controfacciata si ammira un presepe di rara bellezza, esito della mano giovanile del Cassetti.

Per visitare l'interno bisogna bussare a qualcuna delle famiglie residenti. Oltrepassato il sottoportico si sale per Via Zanchi abbandonandola alla vasca d'acqua per prendere il sentiero a sinistra che fiancheggia una dolina e poi si avvia nel bosco.

LA STRADA DEL NIEVO. Si procede sempre dritti attraversando le diverse vie Spianzana che tagliano il percorso. Superata la casa con il numero civico 8 con due cani abbaianti, si prende a destra e si continua sul sentiero che sale un po'. Superato un portico-magazzino s'incrocia un'altra Via Spianzana che si seguirà a sinistra per pochi metri per vedere Villa Rigoni la cui sovrapposizione della loggia al portico la dichiara di origine gotica. Ritornati sul sentiero si segue il segnavia bianco e rosso e la freccia che indica il progetto Life della Comunità Europea. S'incontra un'altra Via Spianzana che porta al cancello di Villa Castellani Rumor. Qui il sentiero diventa strada asfaltata e la si segue fino alla casa-atelier che fu del pittore Gian Benedetti dove si scende a sinistra. Alla fine dell'asfalto s'imbocca uno stretto e ripido sentiero, segnavia bianco e rosso, che scende in Val dei Calvi.

VAL DEI CALVI. Ritornati sul fondovalle si procede sulla sterrata Via Valle dei Calvi incontrando la decadente cappella eretta nel 1752 dalla famiglia Calvi. Sulla facciata sopravvive qualche indizio di raffinato stile barocco nella conchiglia del timpano, nella finestra lobata e nell'iscrizione che ne dichiara la proprietà e l'anno di erezione.

Ora si attraversa la contrada omonima per imboccare il sentiero detto "Careson" che attraversa la valle e riporta sulla Via Longa e quindi al punto di partenza. Poichè il "Careson" è soggetto ad allagamenti, in caso d'impraticabilità si dovrà percorrere la lunga Via dei Calvi, Via Pilla, ritornare su Via Sant'Agostino per arrivare nuovamente alle fonti.

Tutto il percorso richiede circa tre ore, quattro se si dovrà tornare per le strade asfaltate.

Cinzia Albertoni
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1