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20 settembre 2018

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16.08.2018

SORAPISS, OCCHIO DEL CIELO

Il Lago di Sorapiss e La CestaDal Rifugio Vandelli verso i Monti della Cacciagrande
Il Lago di Sorapiss e La CestaDal Rifugio Vandelli verso i Monti della Cacciagrande

Dal Passo Tre Croci, che unisce Cortina d’Ampezzo con Misurina ed Auronzo, partono due sentieri (segnavia CAI 215 e 216) che, per vie diverse, conducono entrambi al rifugio Alfonso Vandelli, nel cuore del Sorapiss. In nome di questa montagna significa letteralmente “montagna sopra la cascata” (il “Piss”, in bellunese è la cascata). Per questo motivo il nome va pronunciato con l’accento sulla ”i” (Sorapìss) e non sulla “a” come spesso si sente erroneamente dire. Sulle carte a volte si trova scritto con due ss finali, a volte con una sola ma la versione corretta è la prima. Il sentiero n° 215, nei mesi di luglio e agosto, è tutto un pullulare di turisti. Merito del lago dal colore incredibilmente azzurro, attrattiva irresistibile che vince la barriera della fatica. Il rifugio sorge al centro del circo settentrionale del Sorapiss, quasi sull’orlo dello zoccolo dove affiora e precipita la cascata, cioè il “Piss”. E proprio a pochi minuti dal rifugio, separato da una breve collina, c’è il meraviglioso Lago di Sorapiss, scavato nella roccia e privo di emissari superficiali, le cui acque per via sotterranea vanno ad alimentare l’alta cascata. Ma tanta bellezza viene deturpata a causa della eccessiva frequentazione e lo prova la presenza di rifiuti. Date le premesse, che dire? Rinunciare a vedere questa meraviglia per colpa della folla? No di certo. Il luogo è incantevole, il lago ha un colore unico e l’abbraccio delle gigantesche, soprastanti pareti del Sorapiss è semplicemente spettacolare. Vale il solito suggerimento: evitare i fine settimana e, se non si hanno alternative, approfittare delle prime ore del mattino quando ancora non c’è troppa gente e, in più, il sole colpisce l’immenso anfiteatro che va dalle Tre Sorelle al Dito di Dio passando per i Monti della Cacciagrande. L’anello proposto è per escursionisti allenati ma non è difficile. Il settore più esposto è la breve cengia che consente il passaggio dal Cadin del Laudo alla conca del Lago del Sorapiss. Il tratto dal rifugio al Passo Tre Croci attraverso il sentiero segnavia 215, invece, anche nei punti esposti è stato perfettamente attrezzato con passerelle e scalette dotate addirittura di parapetto! Comunque, non è consigliabile a chi soffre di vertigini! Dalla cappella presso il Passo Tre Croci (1805 m) si prende la stradina (segnavia CAI n° 213), che attraversa tutto il Campo Marzo. Il sentiero passa poi il torrente, traversa la splendida radura di Tardeiba e conduce poi ad un bivio. Qui si prende a sinistra il sentiero segnavia 216 che, risalito un lungo canalone, conduce al suo termine a Forcella Malquoira (2307 m, 1.15 ora). Dalla forcella si scende nel romantico Cadin del Laudo e, senza raggiungerne il fondo, sempre per sentiero ben segnalato si traversa in obliquo verso destra. Si raggiunge così una cengia esposta ma facile ed attrezzata con una corda fissa che conduce sullo sperone della Cima del Laudo orientale. Oltrepassato un breve passaggio roccioso si giunge in vista del grande anfiteatro nordorientale del Sorapìss (1 ora). Il sentiero ora scende in obliquo per una ripida costa mugosa, si innesta con il percorso CAI n. 215 proveniente dal Passo Tre Croci e, per questo, conduce infine al Rifugio Vandelli nei pressi dell'incantevole Lago di Sorapìss (1928 m, 0.45 ore). Al ritorno si prende il sentiero principale d’accesso al Rifugio segnalato col segnavia 213 che dopo una ventina di minuti di cammino presenta alcune scalette ed alcuni passaggi esposti ben agevolati da funi metalliche e catene. Oltre questo tratto non ci sono più difficoltà ed il sentiero si sviluppo tutto in discesa con pendenza moderata passando sotto le Cime di Malcuoira che incombono altissime alla nostra sinistra. Lasciate alle spalle le ultime propaggini rocciose si scende attraverso una bellissima foresta sino al punto dove avevamo lasciato l’auto presso il Passo Tre Croci (2 ore). INFORMAZIONI. L’itinerario inizia a Passo Tre Croci a 1791 metri di altitudine e raggiunge la quota massima a 2307 metri presso Forcella Malcuoira. Il dislivello complessivo, fra salita e discesa, è di 1000 metri circa mentre il tempo si aggira intorno alle 5 ore. Tecnicamente non può considerarsi difficile (non c’è mai bisogno di arrampicare) ma in alcuni tratti è abbastanza esposto anche se ben attrezzato con cavi e scalette. E’ frequentato da gente di tutti i tipi e di tutte le età, spesso accompagnati dai cani. Non è quandi un percorso alpinistico! La segnaletica è quella biancorossa del CAI ed i numeri sono, in successione, 215 -216 – 213. Il periodo consigliato va da giugno a fine settembre. Il punto di appoggio è rappresentato dal rifugio “Alfonso Vandelli” al Sorapiss di proprietà della Sezione CAI di Venezia. Tel.: 0435 39015. Info: www.rifugiovandelli.it. Da consultare, Carta Tabacco 1:25.000 foglio 03 “Dolomiti Ampezzane” oppure il volume “I 50 sentieri più belli delle Dolomiti”, Iter, Roma. •

Eugenio Cipriani
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