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24 settembre 2018

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20.02.2018

SCOPRIRE LA VAL BELLUNA

Sulla sinistra il monte Pizzoc che domina la Val Belluna. In alto i prati con un po’ di neve a Le EreLa veduta  dai pascoli, sotto Santa Giustina e la Val Belluna
Sulla sinistra il monte Pizzoc che domina la Val Belluna. In alto i prati con un po’ di neve a Le EreLa veduta dai pascoli, sotto Santa Giustina e la Val Belluna

Alta ed inconfondibile, l'appuntita sommità del Pizzòc domina la media Val Belluna (valle del Piave compresa tra le prealpi Bellunesi e le Dolomiti meridionali) come nessun'altra cima intorno. E come nessun'altra merita d'essere raggiunta, ma certo non d’inverno con la neve. Ci limiteremo quindi a lambire la base di questo bellissimo corno roccioso salendo le sue pendici sino al pianoro detto “Le Ere”. Da qui le rocce dolomitiche del Pizzocco scattano decise verso l’alto, appannaggio solo di chi è in grado di superare difficoltà alpinistiche, contenute (I e II grado), ma su terreno molto esposto. Alla sua base, intorno ai 1200-1500 m di quota, troviamo due punti d'appoggio: il Rifugio “le Ere” e, più in alto, il piccolo Bivacco “Palìa”, quest'ultimo punto di partenza ideale per la salita al Pizzòc lungo la via normale, ma anche luogo perfetto per trascorrere una notte in tutta serenità, alti sul fondovalle e, lontanissimi - almeno apparentemente - dalla civiltà. Piero Rossi, l’indimenticabile cantore delle montagne della Val Belluna e fautore accanito del Parco delle Dolomiti Bellunesi ed al quale si è arrivati anche e soprattutto grazie al suo impegno, scriveva del Pizzoc: «Montagna strana e contraddittoria è il Pizzoc. Da qualunque lato lo si ammiri esso appare importante e la sua piramide costituisce un elemento inconfondibile nel panorama della Val Belluna. Da alcuni lati presenta un aspetto prealpino, con enormi paloni erbosi ed una uniforme corona di dirupi… Non si sospetta, quindi, la smagliante visione della muraglia orientale, alta 800 metri, che può degnamente competere sotto ogni aspetto con le più superbe pareti dolomitiche… Ma lo stesso corno così caratteristico da molti punti della media Val Belluna, specie con la complicità di un manto nevoso suggerisce un’immagine di arditezza che richiama, sia pure in dimensioni e quote ovviamente minori, l’incomparabile slancio del Cervino». In questa sede limitiamo la descrizione alla salita sino a “Le Ere”: se non c’è troppa neve, ci si può spingere sino al “Bivacco “Palia” (1577 m), ma non oltre. Più avanti il terreno si fa ripido e pericoloso, specie in presenza di neve! Altro avvertimento: data l'assoluta eccezionalità del panorama che si gode non solo dalla cima ma anche dalle splendide praterie de “Le Ere” evitiamo di salire col tempo uggioso o coperto. Sarebbe una giornata sprecata! Per raggiungere i pascoli de “Le Ere” e, più su, il Bivacco “Palia” si parte da San Gregorio nelle Alpi, nella media Val Belluna, una quindicina di chilometri dopo Feltre in direzione di Belluno. Da San Gregorio si sale per carrozzabile al vicino paese di Roncoi e da questo si va ancora più su in auto fino in località Roèr e si parcheggia. Duecentocinquanta metri circa più avanti, verso ovest, in località Staolèt (777 metri) un sentierino si distacca verso destra per salire (direzione nord, verso bivacco Palia) la costa prativa del sovrastante Monte Piz. Dopo aver descritto un'ampia curva il sentiero conduce al Rifugio Le Ere (1297 metri, 1 ora). Si prosegue alla volta del Bivacco Palìa procedendo per un comodo ed ampio tracciato che attraversa in quota, e con percorso pianeggiante, tutto il versante sudoccidentale del Monte Piz fino a raggiungere il costone meridionale della Pala Fioca. Qui il sentiero piega a destra e con percorso aereo a ripide svolte risale tutto il Monte Piz fino a raggiungere l'ampia sella prativa a nord est dello stesso Monte Piz. Da questa, in breve, si raggiunge il bivacco (1577 metri, 1.30 ore). Al ritorno si percorre il medesimo itinerario. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Cipriani
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