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06.11.2017

SCOPRIRE BRENDOLA ALTA

La veduta della Rocca dei Vescovi
La veduta della Rocca dei Vescovi

Cinzia Albertoni

Si arriva aBrendola, nella provincia vicentina ad ovest. Parcheggiata l'auto in Piazza del Mercato, questa passeggiata si avvia dalla Torre Revese, nella piazzetta omonima, il cui possente portale bugnato è la firma dell'architettura secentesca di Ottavio Bruto Revese, il più illustre personaggio della famiglia che a Brendola aveva potere e proprietà. Qui s'imbocca Via Lamarmora e la si percorre finché sulla destra si scorgono "le scalette", remota via di collegamento tra la Contrada Valle e la parrocchiale di San Michele, alta sul colle.

Sbucati in Via San Marcello si sale alla Piazzetta del Vicariato sulla quale si affacciano il Villino Maluta, sorto sui resti del quattrocentesco Oratorio di San Rocco, Villa Revese Pagello preceduta dall'imponente barchessa e la restaurata Casa del Vicario, in origine trecentesca casa-torre.

Rasentando il parco collinare di Villa Pagello si risale Via Asiago e si perviene al capitello della Madonna del Rosario, la cui architettura proto-rinascimentale lo colloca tra i più antichi dei Berici. Si prosegue dritti su Via Asiago che sbocca su Via Zanella la vecchia "Via dei carri" dove all'angolo si nota il bel balconcino fiorito di Casa De Gregoris; prendendo a destra ci si porta in Piazza del Popolo, grandioso belvedere sulla pianura, sulla pedemontana e sulle Piccole Dolomiti.

PIAZZA DEL POPOLO. La facciata neo-gotica della chiesa di San Michele è un rifacimento ottocentesco di una più modesta aula religiosa quattrocentesca, dietro l'altar maggiore campeggia la pala che Girolamo Dal Toso dipinse nel 1528 ma la vera perla è custodita in sacrestia: un femminile volto marmoreo, capolavoro della ritrattistica del I° secolo d.C. Uno specchio posto alle spalle permette di vedere la straordinaria acconciatura dei capelli, la tipica pettinatura nuziale a treccine delle spose romane, chiamata "sex crines". In piazza, fino al 1890 ebbe sede il municipio e non mancava la caffetteria il cui proprietario Antonio Balbo nel 1901 ne sottolineava la proprietà sul selciato con l'iscrizione in sassi levigati "VIno caffe' b.a." ancora individuabile. Il palazzetto di fronte ospita il curato B&B La Quiete che offre una prima colazione in una terrazza dal panorama a perdifiato e la Trattoria Bau Séte dove è bello cenare all'aperto d'estate in piazza. Dall'abside della chiesa ci si affaccia sul "palù"caratterizzato dalla geometrizzazione dei campi e sulla Villa La Vescova di proprietà della curia vicentina. Imboccata Via Marzari si sottopassa l'aereo ponticello chiamato "il vòlto" e poco più avanti ecco "La Croce Bianca", grezzo monolite che ricorda l'uccisione lì avvenuta di un vescovo; seguono gli spettrali resti di quella che fu la villa edificata nel 1757 da Galeazzo Valle incendiata alla fine del secolo scorso e più avanti la casa di Ferruccio Marzari, l'aviatore nato a Brendola nel 1894 che partecipò al primo raid aereo Roma -Tokio. Dietro la sua casa si trova la Fontana del Lavo con il grande lavatoio.

IL CASTELLO DEL LAVO. Dalla fontana si ritorna indietro pochi metri e si sale Via Rocca dei Vescovi che rivela case costruite sulla roccia e sulla quale incombe l'immagine ferrigna dei resti di quel che fu un avamposto vescovile a guardia della pianura. Le sue rovine raccontano gli anni bui di Brendola, terrorizzata dalle incursioni dei Carraresi, degli Scaligeri, degli Spagnoli, fino alla distruzione della Rocca ordinata da Bartolomeo d' Alviano nel 1514. L'accesso al castello è ora vietato per lavori in corso. Al bivio, risalendo la Strada dei Monti Comunali si raggiunge l'Agritur L'Eremo e l'annessa scuderia e scuola d'equitazione Zeta Horse aperta tutto l'anno.

Dal maneggio si ritorna al bivio e si prosegue su Via Pio XII che scende nuovamente in Piazza del Popolo dove si ripercorre Via Zanella, si oltrepassa Casa De Gregoris e si prosegue dritti imboccando Via Fogazzaro che riporta in Piazzetta del Vicariato.

L'ORATORIO DEI REVESE. Fiancheggiando il muro dell'ex Casa del Vicario si sbuca in Via Roma dove si prende a destra per raggiungere Piazza Marconi sulla campeggia lo scheletro dell' Incompiuta, ossia la chiesa sconsacrata iniziata nel 1930 al Cerro e mai terminata. La sua metafisica architettura è oggi un monumento al nulla. La fronteggia Villa Piovene, sede municipale, un prototipo di villa veneta la cui doppia loggia si appoggia alla torre gotica. Si scende ora Via Revese dove, dulcis in fundo, appare il delizioso prospetto dell'Oratorio dell'Annunciazione, cappella gentilizia che fu della famiglia Revese, la cui facciata alta e sottile è un esempio di armonia frutto del progetto di Alvise Lamberti da Montagnana che sul finire del Quattrocento introdusse a Brendola la lezione altissima del primo Rinascimento veneziano.

Proseguendo in discesa si ritorna in breve al punto di partenza completando l'itinerario storico in circa due ore e mezzo.

Cinzia Albertoni
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