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22.01.2018

LA VALLETTA DEL SILENZIO

Una piattaforma del sentiero attrezzato in Valletta del SilenzioVilla Valmarana ai Nani sulle falde del colle San Bastian
Una piattaforma del sentiero attrezzato in Valletta del SilenzioVilla Valmarana ai Nani sulle falde del colle San Bastian

Cinzia Albertoni Fu Antonio Fogazzaro a chiamarla Valletta del Silenzio. Lo scrittore la contemplava dalla sua villa in Via Bastian, casa distrutta dai bombardamenti del 1943. L'idilliaco anfiteatro è contornato dai Colli Berici, punteggiato da antiche architetture, disegnato dalla trama dei campi e dei filari di vite. L'inizio della camminata è all'Arco delle Scalette, in Piazzale Fraccon, eretto nel 1595 per volere del capitano Giacomo Bragadin, coi contributi dei condannati, su un progetto palladiano del 1574/76. Sull'attico stanno le statue del Leone marciano e dei santi Leonzio e Carpoforo scolpiti da Giambattista Albanese mentre nelle nicchie dell'intradosso Orazio Marinali scolpì l'Angelo Annunciante e la Vergine. Da qui si salgono i 192 gradini dell'unica via sacra che saliva al santuario mariano prima dei Portici realizzati nel 1746. LA VIA DELL'AMORE. Alla fine della scalinata si prosegue su via Massimo d'Azeglio, si gira poi a sinistra sulla romantica via Bastian. Sarà per la leggenda dell'infelice principessa di Villa Valmarana, sarà per quel corteo di nani pietrificati, sarà per gli scorci sulla Valletta del Silenzio, ma il primato di via dell'amore spetta sempre alla stradella San Bastian. Chi vuol far breccia nel cuore di qualcuno lo porti qui. Alla fine si troverà all'ingresso di Villa Valmarana ai Nani, scrigno di affreschi tiepoleschi, e continuerà sul viottolo che scende alla Rotonda. Villa Almerico Capra Valmarana è la più famosa villa palladiana, perfetta fusione tra natura e architettura: le scalinate prolungano il pendio del poggio e come la cupola conclude la villa, così la villa conclude il colle. La fiancheggia Stradella della Rotonda dove vi è l'ingresso dell'Oasi Valletta del Silenzio, parco didattico realizzato nel 1992 in collaborazione col Servizio Forestale Regionale. Il percorso naturalistico si addentra nel frutteto, mostra la piantata alla veneta, lo stagno con la sua vegetazione igrofila, penetra nel bosco planiziale di pioppi, olmi, carpini, farnie, noccioli. Un'area attrezzata con panche e tavoli è un buon punto di sosta. IL RIPIDO SENTIERO. Ritornati in via della Rotonda, si prosegue a sinistra; nel verde del colle di Monte Berico si staglia Villa Lampertico Rossi di Schio, tra le più curiose del vicentino perchè si compone di tre corpi evidenziati da tre timpani, la parte centrale risale alla fine del '600 mentre i corpi laterali risalgono al 1760/70. Si segue la strada fino a incontrare sulla destra l'indicazione del sentiero che sale a Villa Guiccioli, sede del Museo del Risorgimento e della Resistenza. Il viottolo divide un vigneto sostenuto da proibiti pali di cemento, come proibiti in Valletta del Silenzio sono il taglio degli alberi, l'impianto di conifere e pioppeti a uso industriale, l'alterazione della trama dei campi e del sistema planimetrico dei fossi e dei filari, l'asfaltatura delle strade bianche, l'installazione di insegne e attività commerciali. Il viottolo campestre si trasforma in una ripida scalinata che taglia il fiato, le panchine aiutano. IL PARCO STORICO. Superato il dislivello, si accede al parco di Villa Guiccioli che occupa la sommità del Colle di Ambellicopoli il cui nome deriva da uno dei suoi più famosi proprietari, Marino Ampellicopoli di origini greche, sovrintendente alla Zecca di Venezia che qui fece innalzare la sua villa nel 1799. Per la varietà e la rarità delle specie arboree, il parco è uno dei più straordinari d'Italia e sottoposto pertanto a vincoli ambientali. Tra i maestosi platani, querce, tigli, aceri, si nota una grandiosa Zelkova dal fusto ramificato, censita tra gli alberi monumentali del Vicentino. Usciti dal cancello in viale X Giugno (chiuso il lunedì), si scende al Santuario di Monte Berico percorrendo una delle passeggiate preferite dai vicentini tra scorci sulla Valletta e case signorili. LA VIA SACRA COPERTA. Una sosta sul Piazzale della Vittoria è d'obbligo, come una visita alla chiesa dei Servi di Maria. Per uno spuntino o un pranzo si possono scegliere il ristorante Sette Santi o Al Pellegrino. Ora si scendono i Portici, unica via sacra coperta del Veneto. Il progetto si deve a Francesco Muttoni che ideò una sequenza di 150 archi intervallati, di dieci in dieci, da 15 cappelle dedicate ai Misteri. Le cadenze dell'architettura scandiscono la recita del Rosario: 150 archi come 150 Ave Marie, 15 cappelle come i 15 Misteri della vita di Cristo e della Madonna. Via coperta, adatta al riparo dei pellegrini nelle fredde giornate invernali e in quelle assolate estive, un percorso devozionale di circa 700m. che dalla distrutta Porta Lupia saliva al luogo delle apparizioni, ancora oggi ricco di suggestioni. Arrivati al voltatesta dell'imbocco, si ha davanti Villa Volpe Brusarosco dalla quale si scende in Piazzale S. Libera, si gira a destra e si percorre viale Risorgimento che riporta all'Arco delle Scalette. La camminata è di circa 4 km. •

Cinzia Albertoni
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