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06.03.2017

L'anello di Montemezzo

Una veduta sulla Valdiezza a circa metà del sentieroLa parrocchiale di Montemezzo da cui si gode un bel panorama
Una veduta sulla Valdiezza a circa metà del sentieroLa parrocchiale di Montemezzo da cui si gode un bel panorama

Eugenio Cipriani

In Italia ed all’estero elogiano tutti la bellezza delle colline toscane ma forse è solo perché non conoscono abbastanza quelle venete ed ancor meno quelle vicentine. Certo, la Toscana ha un fascino particolare, ma olivi e cipressi, borghi nascosti ed ordinate coltivazioni da noi non mancano certamente. Anche il clima si avvicina a quello toscano, tanto che non sono infrequenti le specie vegetali termofile e le piante mediterranee.

Una zona che, a due passi dalla frequentatissima e rumorosa Statale “Padana superiore”, offri paesaggi bucolici, silenzi e scorsi dal sapore toscano, è quella che si estende alle spalle di Sovizzo, tra la Valdiezza e la Val d’Onte lungo i fianchi della dorsale collinare di Montemezzo, dove si sviluppa l’itinerario escursionistico consigliato nelle righe che seguono.

Lasciata l’auto nello spiazzo sottostante il Sacrario, si sale fino all’entrata del tempio e poi ci si tiene alla sua sinistra per scendere di lì a poco sulla provinciale che si segue per un centinaio di metri sino a dove si dirama, sulla destra, la “via di Mezzo” (indicazione su freccia di legno “Percorso training”).

Inizialmente sterrata, questa bella e panoramica stradina procede in direzione nord-est in lieve discesa. Dopo circa un chilometro la stradina piega a sinistra e diventa ripida. La si abbandona e si imbocca invece sulla destra il sentierino del “Percorso training” che attraversa anch’esso il bosco sempre con splendide vedute sulla Valdiezza. Il sentiero, dopo circa un chilometro e mezzo diventa stradina sterrata che, all’altezza della “Pizzeria La Greppia”, si innesta, nei pressi di una fontana-lavatoio, con “via Fontanalunga” che si segue verso destra in salita.

Dopo un centinaio di metri si arriva su un’altra strada asfaltata, vicino al cartello “via Chiave” e “via Ca’ Ferra”. Si segue verso sinistra in salita via Ca’ Ferra ma dopo circa duecento metri, all’altezza (sulla destra) del n° civico 2, si nota (sulla sinistra) un sentierino indicato da una freccia di legno su un muro, che, dopo circa duecento metri di salita verso sud-ovest, conduce sulla strada provinciale n° 35 all’altezza di un tabernacolo sottostante il lato settentrionale della Parrocchiale di Montemezzo. Per evidente strada pedonale acciottolata in breve si raggiunge, a 188 metri di quota, il sagrato della chiesa (panchine) da cui si apre uno splendido panorama che va dai Colli Berici sino a gran parte delle Dolomiti vicentine oltre che sulla sottostante Val d’Onte (ore 1.45 circa).

Dalla chiesa si scende ora verso sud a via Bella Guardia. Si aggira il campo di calcio sul lato meridionale e si imbocca un largo sentiero nel bosco che scende in direzione sud-sud-ovest per circa un chilometro. Tralasciando numerose diramazioni sulla sinistra che portano in proprietà private, si arriva nelle vicinanze di una strada asfaltata situata alla nostra destra che però non raggiungeremo. Continueremo invece per il sentiero che, dopo alcuni saliscendi e dopo circa un chilometro e mezzo diventa “Stradella de Mori” che a sua volta, dopo cinquecento metri circa, confluisce in via San Pietro (strada provinciale n° 35).

Lungo quest’ultima, dopo circa mezzo chilometro si fa ritorno al punto, il parcheggio sotto il Sacrario a quota 88 metri, da cui aveva avuto inizio l’escursione (ore 0.45; ore 2.15 circa complessive).

Da segnalare a Sovizzo, appena dopo il semaforo della chiesa in direzione Montemezzo-Peschiera dei Muzzi, al 34 di via Marconi la casa natale di donna Vincenza Pasini, la veggente che nel 1426 e nel 1428 ebbe due apparizioni della Madonna, che portarono poi alla costruzione del santuario di Monte Berico.

Eugenio Cipriani
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