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01.06.2017

L'anello delle Fiorine

Il sentiero sale dolcemente sopra l’abitato di Rovolon, sui Colli EuganeiBoschi e prati si alternano in questa bella passeggiata fuori porta
Il sentiero sale dolcemente sopra l’abitato di Rovolon, sui Colli EuganeiBoschi e prati si alternano in questa bella passeggiata fuori porta

Eugenio Cipriani

Questa volta per effettuare la nostra passeggiata sconfineremo qualche chilometro al di là del limite amministrativo della Provincia di Vicenza. La meta è il Monte Madonna (o Monte della Madonna), un cocuzzolo di trachite completamente rivestito di boschi, alto 523 metri e sulla cui sommità sorge un convento benedettino. Il luogo di partenza è Rovolon, a 152 metri sul livello del mare, mentre la tappa intermedia è rappresentata dal passo Fiorine (347 metri) splendido balcone panoramico sui Colli Euganei e sulla pianura padovana. L’escursione è tecnicamente facile, non ci sono corde fisse né punti in cui bisogna arrampicare.

L’unico aspetto da tenere in considerazione è quello legato alla morfologia tipica degli Euganei che, a differenza dei Berici, per la loro natura geologica presentano quasi ovunque sentieri (o tratti di sentiero) assi ripidi per arrivare in cima. Definiti erroneamente dei “vulcani spenti”, gli Euganei sono in realtà delle enormi “bolle” di materiale vulcanico, bolle che hanno gonfiato il suolo ma senza esplodere. L’erosione dovuta al passare dei millenni – parliamo sia di erosione meteorica (pioggia, neve, ghiaccio, vento) che di quella idrica, oltre che dei normali processi gravitativi - hanno trasformato la maggior parte di queste “bolle” in coni, quasi tutti assai ripidi.

Un’altra cosa da tenere presente è che il terreno, se bagnato, risulta assai più fangoso e scivoloso che non sui Monti Berici o sulle Prealpi. Bisogna quindi regolarsi di conseguenza e, se non si vuol penare, programmare una gita sugli Euganei solo nei periodi asciutti. Dal parcheggio in centro a Rovolon, si va verso la chiesa e, davanti alla chiesa, si imbocca a sinistra la strada asfaltata in ripida salita che porta al Ristorante “I Castelli”. Aggirato il ristorante sul retro, la strada da asfaltata diventa sentiero che, dopo una decina di minuti, si biforca.

Si prende il ramo di destra e dopo un’altra decina di minuti si arriva ad un belvedere con una croce a picco sul paese di Rovolon. Splendida la vista sulla riviera berica e le Prealpi vicentine.

Si riprende a salire superando diversi tratti molto ripidi e, dopo mezz’ora circa, si lascia a destra una diramazione che aggira a nord tutto il Monte Madonna per proseguire invece a sinistra e raggiungere dapprima la Baita Fiorine e poi i bellissimi prati adiacenti da cui si gode una magnifica vista su tutto il comprensorio Euganeo. Dalle Fiorine si segue ora la strada asfaltata che sale al Monte Madonna e lungo quest’ultima, usufruendo ogni tanto di scorciatoie, si arriva al cancello, sempre aperto, del convento benedettino (ore 2 circa). Dell’antica struttura non resta molto. Gli edifici attuali sono più rinnovati che restaurati ma sempre affascinante è l’interno della chiesa con le sue panche di sasso disposte lungo le pareti della navata. Splendido è il panorama che si gode dal belvedere esterno alla chiesa: nelle giornate limpide è possibile ammirare addirittura, guardando verso nord, le lontane cime delle Dolomiti, dalle Pale di San Martino ai Monti dell’Alpago.

Per tornare si scende lungo il tracciato dell’andata sino alle Fiorine ma dalla baita, anziché seguire il sentiero fatto in salita, si scende direttamente verso nord per una stradina che piega a destra, raggiunge una presa d’acqua e poi, diventato sentiero, scende ripido per il fianco settentrionale del monte in direzione di Rovolon incrociando a metà discesa il sentiero fatto all’andata per poi recuperarlo infine nei pressi del Ristorante “Ai Castelli” da cui si torna in pochi istanti al parcheggio (ore 1 circa; ore 3 circa complessive).

Eugenio Cipriani
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