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03.10.2017

Da Tresché al Kubelek

Una “finestra” dalle trincee del 1915-’18  al Monte ZovettoUn tratto del sentiero che sale al Kubelek
Una “finestra” dalle trincee del 1915-’18 al Monte ZovettoUn tratto del sentiero che sale al Kubelek

Cinzia Albertoni

Il 10 febbraio 1910 un fischio deciso, uno sbuffo di vapore e le campane a festa annunciavano l’inaugurazione della ferrovia di montagna Rocchette-Asiago, un ardito percorso da far invidia agli alpini treni svizzeri. Ventidue chilometri il tragitto, dei quali 5.764 metri agganciati alla ruota dentata della cremagliera.

Partiva dalla stazione di pianura di Rocchette, superava il ponte di ferro sull’Astico, 70 metri d’altezza, all’epoca il ponte ferroviario più grandioso d'Italia, alla stazione di Cogollo alla quota di 297 metri agganciava la cremagliera per superare un dislivello di 680 metri.

Dopo la prima galleria dell’Obelisco, arrancava sull’arduo sviluppo elicoidale di quella della Barricata alla quale seguivano il superamento di altri quattro tunnel, due dei quali sono ancora oggi percorribili, quello di Tresché Conca e il successivo di Cesuna, le cui ristrettezze rendono bene l’idea delle dimensione del mezzo. Questa camminata inizia a Treschè Conca al parcheggio dell'Ufficio Turistico in via Fondi, da dove ci si avvia verso la rotatoria e quindi sul tracciato dell'ex ferrovia, per trovare poco dopo l'imbocco della prima galleria lunga 186 metri e illuminata.

All'uscita, si attraversa la provinciale per Cesuna e si seguono le indicazioni per Asiago e il tracciato che si addentra nel bosco. All'entrata del secondo tunnel lungo 364 metri, alcuni pannelli illustrano la storia del trenino a scartamento ridotto che non fu solo un mezzo di trasporto ma ebbe l’importanza e il ruolo di rompere l’isolamento dell’Altopiano, garantendo per 48 anni e senza mai un incidente, non solo la sopravvivenza ma anche l’aggregazione delle sue genti.

All'uscita si prende a destra, si supera la Baita Jok, ristorante dal 1961 aperto il sabato e la domenica fuori stagione e sempre nel periodo natalizio (tel. 0424 67015), si sale la ripida via Villaggio dei Fiori tra "case-formaggino" e ville montane, alla fine dell'asfalto si va a destra prendendo la carrareccia che scende un po' fino a incontrare sulla sinistra il viottolo che risale l'ex pista da sci fino al rifugio Kubelek, che corona la cima del Monte Zovetto.

Fu nel 1962 che vennero installati gli impianti di risalita allo scopo di incrementare la stagione turistica invernale e se la mancanza di neve degli ultimi anni li hanno chiusi, lo storico Kubelek è invece più che mai attivo e aperto tutto l'anno (tel. 0424 67038). L'invitante profumo della sua carne alla griglia si diffonde all'esterno e la sua invidiabile posizione panoramica permette di godere l'intero scenario dell'Altopiano. Oltre alla magnifica veduta, si può osservare il cippo posto in ricordo della Brigata Liguria, che qui contrastò gli attacchi austro-ungarici durante la Strafexpedition del 1916.

TRICEE E CIMITERI. Dal Kubelek si scende la strada asfaltata, si supera Malga Zovetto, punto vendita di burro, formaggi e salumi, e poco dopo si scorgono sulla destra le indicazioni per le trincee, un complesso di fortificazioni e postazioni per mitragliatrici blindate visitabili grazie al lavoro di recupero dell'Ecomuseo della Grande Guerra. Sul posto sventola sempre la bandiera inglese al cui esercito alleato si devono queste linee difensive approntate sul monte nella primavera del 1918.

Percorsi gli angusti corridoi, individuata la scritta inglese e le postazioni dei mitraglieri scozzesi, si continua sul sentiero, fiancheggiando l'impianto arboreo di un dismesso roccolo, fino a sbucare sulla carrareccia bianca dove si andrà a sinistra per tornare sull'asfaltata via Monte Zovetto che si percorrerà tutta in discesa fino al bivio della Cappella di Sant'Antonio, riconoscibile dalla cupola rossa. Da qui ci s'inoltra in Val Magnaboschi per visitare i cimiteri di guerra: il primo a destra è il cimitero italo-austriaco detto "degli abeti mozzati" perchè le lapidi sono state sostituite con tronchi di abete, il secondo a sinistra è uno dei cinque cimiteri britannici ancor'oggi gestiti dalla Commonwealth War Graves Commission.

Camminando tra le file ordinate di pietre bianche e leggendo i nomi dei giovani soldati, ci si accorge che gran parte di loro morirono il 15 giugno 1918, giorno della tragica offensiva nemica. Frasi toccanti lasciate dai visitatori si possono leggere nei registri delle firme di entrambi.

IL RITORNO. Dalla cappella di Sant'Antonio si riprende Via Monte Zovetto, sulla destra si trova l'Osteria al Cacciatore (tel. 0424 6729), si continua sulla strada fino al rientro a Cesuna. Per tornare al punto di partenza si può ripercorrere la ciclo-pedonabile dell'ex ferrovia attraversando nuovamente le due gallerie dell'andata, oppure salire alla chiesa parrocchiale lungo via Brigata Liguria e continuare sulla panoramica Via Pannocchio che riporta a Treschè Conca.L'intero giro richiede 3 ore escluse le soste.

Cinzia Albertoni
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