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01.06.2017

Da Lazise a Punta S. Vigilio

Un tratto della ciclabile sul GardaLa spiaggia del Corno verso Punta San Vigilio
Un tratto della ciclabile sul GardaLa spiaggia del Corno verso Punta San Vigilio

Cinzia Albertoni

Cosa migliore sarebbe arrivarci al tramonto, preferibilmente di un giorno spettinato dagli zefiri primaverili, quando la luce si assopisce e riconsegna il lago alle sue invisibili Naiadi. Punta San Vigilio sul lago di Garda (Verona) non ama l'estate, la sopporta pazientemente nell'attesa che stagioni meno balneari le riportino la sua primitiva immagine di luogo di preghiera e accoglienza per viandanti religiosi.

Ma perché è così famoso questo promontorio tra Garda e Torri del Benaco? Non solo per il suo idillio paesaggistico, quanto per essere uno dei luoghi più romantici del lago. Lo si può raggiungere in auto da nord e da sud sulla Gardesana Orientale, a piedi da Garda lungo la falce ghiaiosa della spiaggia del Corno, oppure in bici.

DA LAZISE A GARDA. Questo itinerario a piedi o in bici è sulla pista ciclabile partendo da Lazise e arrivando a Punta a San Vigilio, 13 km sulla sponda veronese attraversando porticcioli, piazzette, piccole insenature.Si può lasciare l'auto al parcheggio a pagamento di via S. Martino a Lazise.

Si scende verso il paese, si gira a destra e poi a sinistra per corso Cangrande, alla seconda a sinistra si arriva in Piazzetta Beccherie dove si noleggia la bicicletta da Cicli Degani (tel. 045 6470173), aperto anche la domenica: meglio prenotarla, costo 12 euro per un giorno. Dopo corso Cangrande si è già sul Lungolago Marconi dove a destra, inizia la ciclabile.

Per vedere il porticciolo, la chiesetta romanica di San Nicolò del XII secolo e l'edificio della Dogana Veneta del XVI secolo si andrà a sinistra.

La strada corre tra belle ville a destra e i rispettivi pontili a sinistra, in breve si è a Cisano dove si attraversa la Piazzetta Lago per vedere la pieve romanica di S. Maria edificata intorno al 1120, bella la facciata in ciottoli e laterizio con un protiro entro il quale s'intravede lo sbiadito affresco della Madonna in trono del XVI secolo.

Continuando si entra a Bardolino, centro turistico e vitivinicolo con un fiorito lungolago sul quale affacciano panchine.

Città del vino, offre ai visitatori la festa del Chiaretto in maggio, la Festa dell'uva in ottobre e la Festa del Novello in novembre.

Sul Lungolago Lenotti si slarga la piazza Principe Amedeo con biglietteria e attracco dei battelli, di fronte si allunga piazza Matteotti chiusa dalla neoclassica parrocchiale di S. Nicolò. Tenendo a destra la Torre merlata addossata all'Hotel Catullo, si continua sulla Riva Cornicello, si attraversa il Parco Marinai d'Italia, si doppia il promontorio di Riva Cornicello con il monumento dell'Ancora e bandiere e dopo la sosta per una foto si va al Lungolago intitolato al musicista Carmelo Preite che a 80 anni andava ancora in bicicletta da Bardolino a Garda a insegnare al Gruppo Corale dei Pescatori.

DA GARDA A PUNTA SAN VIGILIO.Percorsa la Passeggiata Rivalunga fiancheggiata da pini marittimi, canneti lacustri e scorci sul golfo chiuso a nord dal Monte Luppia, si entra nel centro storico di Garda. Sul Lungolago Regina Adelaide si nota la loggia cinquecentesca della Darsena, detta "Losa", con cinque arcate bugnate della scuola dell'arch. Sanmicheli.

In Piazza Catullo spicca il Palazzo dei Capitani con le graziose monofore trilobate, ricordo della Repubblica Serenissima che sul lago teneva le sue flotte.

Dopo la zona pedonale, si risale in sella per raggiungere Punta San Vigilio lungo la falce di luna della Spiaggia del Corno. Questo percorso è fattibile in sella nei mesi invernali e primaverili, poi la ressa dei bagnanti ne permette il passaggio solo a piedi.

Nei mesi freddi bisogna prima informarsi sul livello dell'acqua che se alto inghiotte l'arenile, altrimenti si può proseguire in bicicletta o a piedi fino al capitello e poi risalire il breve ma erto sentiero che sbuca sulla strada Gardesana Orientale che da lì in 1 km porta a Punta San Vigilio. Incatenata la due ruote, si procede a piedi sul vialetto selciato, si attraversa l'arco del campiello e ci si affaccia sul mitico porticciolo con l'onda infranta dallo Scoglio della Stella.

Se tutto non fosse tangibilmente vero - la poetica insenatura, le barche sonnacchiose, la chiesetta strapiombante nei flutti, la mitica locanda "buen ritiro" di re, principi, scrittori - si potrebbe pensare di trovarsi ad ammirare un "capriccio" del Canaletto o piuttosto "L'amor sacro e l'amor profano" del Tiziano che vi dipinse Punta San Vigilio sullo sfondo.

INFORMAZIONI. L'itinerario da Lazise a Punta S. Vigilio è tutto percorribile sia in bicicletta sia a piedi sulla ciclo-pedonabile. In sella bisognerà fare attenzioni all'attraversamento delle zone pedonali dei centri storici e ai molti camminatori che la percorrono. Se s' incontrano chiusure del percorso per manutenzione, bisognerà portarsi sulla strada Gardesana e poi riprendere la pista.

Il ritorno in bicicletta prevede lo stesso percorso, per chi invece sceglie l'andata a piedi, può ritornare a Lazise prendendo il battello a Garda, cercando i cartelli con gli orari delle partenze.

Cinzia Albertoni
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