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01.06.2017

A laghi lungo i torrenti

L'ex Cimitero militare Austro-ungarico distribuito su un piccolo pianoro che guarda la contrada MoliniLa chiesa di Laghi fulcro del borgo prealpino
L'ex Cimitero militare Austro-ungarico distribuito su un piccolo pianoro che guarda la contrada MoliniLa chiesa di Laghi fulcro del borgo prealpino

Cinzia Albertoni

Immagine da cartolina quella di Laghi, il più piccolo comune del Veneto. La chiesa di San Barnaba con l'alto campanile si specchia nelle acque appena increspate del lago. I 133 abitanti si godono la bellezza della piccola conca a 550 metri con i due laghetti, lo scenario delle Prealpi venete intorno, la quiete di un paese acquattato tra monti e contrade che nascondono piccoli gioielli, come l'affresco della Madonna dei Sette dolori in contrà Menara.

IL BORGO. L'appartato borgo di Laghi non è per nulla dimenticato, la domenica si anima di quanti si recano alla Trattoria Dalla Santa (tel. 0445 714223 chiuso il martedì) per gustare gli gnocchi, specialità della valle del Posina e delle diramazioni. Tradizione, gli gnocchi, immortalata nel murale sulla facciata della trattoria, raffigurante Santa che impasta le patate insegnando la ricetta alle nipoti. Il mercatino di Natale e la Marcia del Ciclamino, la seconda domenica di luglio, sono occasioni che richiamano migliaia di visitatori. Per chi ama il trekking, si può scegliere tra tanti percorsi dal fondo valle fino alle cime del Monte Maio m. 1499 seguendo il sentiero 511, del Passo di Colombo m. 1390 risalendo la Val Krama, di Cima Krama m. 1632, del Monte Maggio (m. 1839), del Monte Gusella m. 1553 risalendo la Val Gusella con il sentiero 521 o la Val Laghetto con il sentiero 520.

CONTRADA LORENZI. Chi desidera una camminata meno faticosa che attraversa alcune contrade, può partire dalla piazza di Laghi e seguendo la strada asfaltata raggiungere contrada Lorenzi, notando a sinistra un manufatto di archeologia industriale: la calcara, fossa cilindrica realizzata con pietre resistenti al calore e dotata di una porta d'entrata, un pozzo a cielo aperto per ottenere la calce viva. Le case, ormai disabitate di contrada Lorenzi, sono sostenute da cantine a volta ancora con i chiodi dove venivano appesi i salumi. Al centro della borgata la consueta fontana-lavatoio.

CONTRADA MOLINI. Risalendo il torrente Zara si arriva alla contrada Molini il cui fulcro è la grande fontana, rinfrescante e dissentante. In alto, sulla facciata di una casa si nota una campana, suonava in caso d'incendio. La contrada Molini di Laghi è il punto d'inizio dell'Alta Via delle Vette Vicentine nella sua estremità nord-orientale. Superato l'allevamento ittico, si può risalire la Valle del Laghetto o la Val Gusella prendendo i sentieri verso il Monte Maggio.

CONTRADA VANZI. Questo itinerario prevede, all'inizio della contrada, di imboccare la strada che porta all'ex Cimitero Militare Austro-ungarico distribuito su un piccolo pianoro che guarda la contrada Molini. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, il cimitero fu smantellato ma per mantenere vivo il ricordo dei fatti storici, l'area fu ripristinata nel 1994 innalzando una croce simile a quella visibile in una foto del 1919 e una cinquantina di semplici croci di legno. Da molti anni si tiene una giornata commemorativa, quest'anno sabato 15 luglio, con la presenza dei sindaci della zona e delle associazioni di combattenti italiane e austriache. Dal 2009 la sezione Fanti di Torrebelvicino si occupa dei lavori di restauro e manutenzione del cimitero. Si risale tutta Via dei Vanzi fiancheggiando il torrente omonimo che scende dal Val Dritta e si entra in contrada Vanzi annunciata da una grande fontana-lavatoio. Si attraversa la contrada fino a trovare una sbarra che indica una strada privata, il divieto di transito è solo per autovetture, a piedi e in bicicletta si può proseguire sulla comoda forestale ignorando tutte le deviazioni e attraversando un bel bosco si sbucherà in Contrada Galgara.

DA CONTRADA CALGARA A LAGHI. Usciti dal bosco si ha la veduta dall'alto del paesino di Laghi con la grande chiesa dominante; ora la strada ritorna asfaltata, sfiora Contrada Roteche e scende a tornanti fino a ritornare in paese e chiudere l'anello in piazza dopo un percorso di circa 8 km. Galgara e Roteche sono toponimi tedeschi del XIV secolo.

Cinzia Albertoni
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