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Operaestate Festival 2017

11.08.2017

Marco Paolini
a Primolano con
il Tecno-Filò

Lorenzo Parolin

CISMON

Marco Paolini raddoppia: il 61enne attore bellunese, veteranissimo di Operaestate festival,sale sul palco stasera a domani alle 18.30 con il suo “Tecno-Filò (Technology and me)” per occuparsi in chiave teatrale di identità e nuove tecnologie. Il luogo scelto è la Tagliata della Scala, sulla spianata del forte costruito nell’ultimo scorcio di XIX secolo in comune di Cismon, appena sopra la frazione di Primolano. Com’era accaduto nell’ estate del 2016 con lo studio “Numero Primo” dedicato a futuro, paternità e intelligenza artificiale, Paolini torna in un luogo in cui si è combattuta cento anni fa la prima guerra “tecnologica”  dell’umanità e riflette sul presente che ci incrocia ogni giorno e sul futuro che ci attende. “Non sono un esperto di Internet, non sono un utente dei social, non conosco la meccanica quantistica, né le neuroscienze e la fisica, né la robotica e le intelligenze artificiali – ha dichiarato l’attore presentando “Tecno-Filò -.Tutte queste cose, però, mi riguardano e mi interessano, e sento la necessità di indagarle”. Questo perché la vita di tutti noi sta cambiando grazie o per colpa delle tecnologie che derivano dalle innovazioni scientifiche.

Delle tecnologie facciamo uso quotidianamente e volenti o nolenti assistiamo a un cambiamento sempre più rapido, la cui celerità era inimmaginabile anche solo dieci anni fa. E se per i nostri nonni il momento aggregativo per eccellenza era il “filò” serale nel quale si condividevano storie ed esperienze, oggi ci si relaziona attraverso computer, telefonini e social network a colpi di “mi piace”. Nel suo monologo Paolini prova a riflettere a voce alta su questi aspetti, mettendo insieme piccole storie unite da un filo di ragionamenti. Un filo (anzi “filò”) tecnologico, che cerca di narrare il nostro tempo sospeso tra un passato già lontano e un presente alla ricerca di un’identità. “Una volta, nelle veglie invernali – riprende -  le narrazioni degli anziani raccontavano qualcosa di unico e prezioso. Senza la presunzione di riuscirci ritengo necessario provare a narrare anche questi nostri anni”. Da parte sua, Paolini, ha maturato una lunga esperienza come narratore e autore, fin dagli anni ’70. Salito alla ribalta nazionale alla metà degli anni ’90 grazie al “Racconto del Vajont” è uno degli  attori simbolo  del teatro civile italiano. A questo aspetto “sociale” della propria poetica ha abbinato il recupero in chiave narrativa dei dialetti e della narrativa popolare. In seguito li ha trasferiti  sul palcoscenico e dopo il 2000  anche sul grande schermo grazie alla casa di produzione, la Jolefilm, di cui è fondatore.  Paolini ama definirsi “appassionato di mappe, di treni e di viaggio” e traccia i suoi racconti con un’attenzione speciale al paesaggio, ai suoi mutamenti e alla relazione dello spazio con il tempo che passa. Elementi,  questi che si ritrovano anche nel “Tecno-Filò” che andrà in scena grazie a Operaestate a Primolano. Un lavoro, il “filò tecnologico” che l’attore sta proponendo in contemporanea ad “Amleto a Gerusalemme”.

Il biglietto di ingresso allo spettacolo costa 15 euro.

Lorenzo Parolin
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