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La missione nella bidonville

19.12.2008

Una speranza per 100 mila diseredati

Sono tantissime le persone che cercano aiuto nella missione di padre Gentilin
Sono tantissime le persone che cercano aiuto nella missione di padre Gentilin

Beppe Severgnini, che lo conosce bene e lo aiuta da anni, gli ha dedicato un capitolo nel suo best seller “Italians il giro del mondo in 80 pizze”. Ma se Dominique Lapierre, il grande giornalista e scrittore francese, pensasse di scrivere il seguito de La città della gioia, uno dei suoi libri più belli, si sposterebbe probabilmente a Tondo (Manila), la bidonville dei disperati di padre Giovanni Gentilin. Una sorta di ghetto, di lebbrosario di sofferenze dove una massa enorme di persone si raccoglie dimenticata. In migliaia sopravvivono grazie al prodigarsi del missionario arzignanese e di pochi altri religiosi o volontari che hanno anche restituito loro dignità e speranza, con l’aiuto di persone ed associazioni che da tutta Italia, ma specialmente dal Vicentino, offrono aiuto e con tributi. Un esempio? Per i bambini ed i poveri di Tondo, ogni anno Babbo Natale arriva, via mare, in container.

Qualche giorno prima del 25 dicembre, nella baraccopoli di Manila giunge un carico di aiuti provenienti dalla vallata del Chiampo e da mezza Italia. I responsabili dell’Onlus di Arzignano “Una Mano aiuta l’Altra” ripropongono questa iniziativa come intervento forte di solidarietà verso una delle situazioni più difficili del mondo. Tutto il materiale viene stipato in grandi container spediti a Tondo, l’immensa parrocchia di padre Gentilin dove 100 mila persone sopravvivono senza casa, senza lavoro, spesso malate e denutrite. Molti sono bambini e ragazzi. Stiamo parlando di una realtà umana incredibile e disperata, il più disastrato tra i sobborghi poveri di Manila (Filippine), il posto dove finiscono quanti lasciano la campagna per tentare la fortuna in città.

Ma è un sogno che dura soltanto un attimo: la megalopoli respinge ai margini questi poveri diavoli che finiscono con l’adattarsi in baracche di lamiera e cartone le quali si aggiungono l’ una all’altra con impressionante rapidità. In condizioni igieniche impossibili, senza servizi, acqua corrente, elettricità, la gente di Tondo sopravvive rimediando qualche ora di lavoro al porto o, peggio, cercando di recuperare qualcosa tra i rifiuti delle vicine ed immense discariche: montagne di immondizie (le famigerate Smokey Mountain) che portano malattie ed infezioni. Ed è lì che opera coraggiosamente padre Gentilin con i confratelli canossiani, qualche suora ed altri religiosi. Molti organi di informazione, per esempio il Tg1 ed il Corriere della Sera, si sono più volte occupati di questa parrocchia “extraterrestre”; perfino l’ex presidente della Camera Pierferdinando Casini, quand’era in carica, ha voluto visitarla due volte. Il parlamentare, ma anche Severgnini ed altri personaggi dello sport e dello spettacolo hanno adottato a distanza dei ragazzi della Missione per offrir loro l’istruzione e quindi un futuro.

(testi a cura di Daniele Concato)

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