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22 settembre 2018

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Zig Zag

06.02.2018

YouTube e interattività Rischi e pregi della rete

C’è una domanda che molto probabilmente al giorno d’oggi assilla parecchi genitori: perché i più piccoli rimangono letteralmente incollati per ore davanti a YouTube? A dire la verità esistono diversi studi che provano a spiegare perché il consumo di video online da parte dei bambini spesso diventi compulsivo. Inutile negarlo, i nostri figli sono dei grandi esperti digitali: maneggiano con disinvoltura tablet e smartphone, sanno dove trovare le loro app preferite e come accedere ai contenuti per loro più interessanti. Tra questi la parte del leone la fanno i video, che riescono a tenerli per lungo tempo appiccicati allo schermo. Solo di recente il mondo della ricerca si è interessato a questo fenomeno provando a scoprire quali siano i meccanismi che stimolano nei più piccoli il consumo, spesso esagerato, di video online. Quelli per bambini, infatti, sono tra i video di YouTube più visti. Prendete per esempio il noto cartone animato di “Masha e Orso”; ecco, ha ricevuto oltre 2,3 miliardi di visualizzazioni. Il tema è stato affrontato in maniera approfondita in un articolo pubblicato su “The Atlantic”. L’algoritmo che propone a chi utilizza l’app quali video vedere è tutto sommato semplice: il sistema tiene traccia dei video con i quali l’utente ha interagito di più, la sua zona geografica, l’età, il sesso e altri dati che recupera dalla storia online dell’utente. Grazie a queste informazioni confeziona l’elenco dei filmati che hanno la più alta probabilità di interessare chi si trova di fronte allo schermo. E più video il bambino guarda, più il sistema diventerà preciso nel proporgli contenuti in linea con quelli che ha già consultato e che si presume siano di suo gradimento. Dal punto di vista pratico ciò significa che ogni bimbo può crearsi - anzi si trova già fatto - un palinsesto personalizzato assolutamente aderente ai propri gusti del momento. Ma è un bene o un male? Per capirlo è necessaria una piccola premessa che riguarda il mondo degli adulti, che realizzano e caricano su YouTube migliaia di ore di video ogni secondo. Per sapere quali contenuti incontreranno il favore dei bambini possono solo fare riferimento ai filmati più visti, e produrne di conseguenza altri simili sperando che il sistema li proponga ai piccoli utenti. In questo modo si garantiscono click e visibilità, e di conseguenza i guadagni provenienti dalle campagne pubblicitarie che precedono ogni filmato. Il rischio, secondo gli esperti, è quello di esporre i piccoli a dosi spropositate di pubblicità: sia quella che compare prima di ogni filmato, sia quella nascosta nei video. Ma ai bambini questa esposizione prolungata ai video online può creare problemi? Gli studi su questo tema sono ancora pochi, dunque non è possibile dare una risposta definitiva. Tuttavia, da alcuni esperimenti sembra che l’interattività garantita dalle app (scelgo ciò che mi piace, clicco, lo fermo, lo rivedo, ecc) aiuti i più piccoli a collegare ciò che vedono sullo schermo al mondo reale. Cosa che non succede quando restano completamente passivi davanti alla televisione. Sembra, insomma, che lo stesso atto dello scegliere che cosa guardare possa fare la differenza. Ciò non significa però poter lasciare i bambini in balia delle rete senza alcun controllo da parte degli adulti. Lo stesso YouTube Kids - mettono in guardia gli esperti - non può essere considerato uno strumento educativo da abbandonare nelle mani dei più piccoli. Come spesso accade, dunque, va bene se usato con moderazione e con la supervisione di mamma e papà. • S.M. © RIPRODUZIONE RISERVATA

S.M.
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