17 gennaio 2019

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15.09.2018

VERONA SI METTE “IN GIOCO”

Un tradizionale tiro della fune che appassiona grandi e bambini nelle strade di Verona Una partita di Quilles de Neuf, che si gioca in Occitania
Un tradizionale tiro della fune che appassiona grandi e bambini nelle strade di Verona Una partita di Quilles de Neuf, che si gioca in Occitania

Verona è la capitale italiana ed europea del gioco in questi giorni. Dovunque - strade, piazze e parchi - si può assistere ma anche partecipare ai più bei giochi di un tempo, a sport dimenticati, a prove legate alle tradizioni popolari. E’ la 16esima edizione di Tocatì, festival internazionale dei giochi di strada, che da ieri fino a domani sera invade il centro storico. Meglio parcheggiare ben fuori le mura, le vie del centro non saranno percorribili. Tocatì è nato nel 2003 ed ha avuto un successo crescente: dal 2006 ospita ogni anno un Paese o una regione con le proprie tradizioni. Quest’anno tocca alla Francia del sud con 16 giochi tradizionali, le musiche e le danze delle sue varie regioni. Sono presenti gruppi di gioco e folcloristici provenienti da Occitania, Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Nuova Aquitania con i Paesi Baschi. Le piazze diventano scacchiere e piste, le strade invase dalla folla, grandi e piccini coinvolti in attività ludiche del passato (fionde, ciclotappo, cerbottane, caretini a sfera, balina) e del presente (parkour, frisbee, skateboard, kendama). Tocatì è organizzato dall’Aga, l’Associazione giochi antichi in collaborazione con il Comune. Oggi e domani, dalle 10 alle 19, in piazza Erbe, piazza Indipendenza, piazza dei Signori, piazzetta Pescheria, porta Borsari, piazza Navona e piazza Duomo si potranno ammirare i giochi tradizionali della regione dell’Occitania, come «le bûcheron»: un tagliaboschi costruisce una scala infilando pioli in un tronco, per salire oltre cinque metri e tagliare la testa del tronco. Dallo stesso ambio provengono «les scieurs de bois», i tagliatori di tronchi. I contadini della Provenza si sfideranno poi con «le lever d’enclume» (il sollevamento di un’incudine) e giocheranno anche a sollevare massi enormi e carretti di legno. Con «le ramassage des épis de mais» (raccogliere e lanciare con precisione le pannocchie di mais) si entra nel vivo delle tradizioni occitaniche. Come il sollevamento della paglia, sfida nata dalla consuetudine di conservare la paglia al secondo piano delle case. I «jeter de paille» sono invece impegnati nel sollevamento delle balle di fieno. E poi si potranno vedere i lattai correre con i bidoncini con cui portano in giro il latte; altri contadini percorrere un tragitto con i sacchi sulle spalle. Occhio alla «pelota vasca», un gioco di ricezione e lancio di una palla con un guantone di vimini. Se vorrete provarlo, sappiate che, secondo il libro dei Guinness, è il gioco con la palla più veloce del mondo. Altri «jeux» della Francia del Sud da guardare e provare sono «tambourin» (una specie di tamburello), «quilles» (birilli, in una serie di varianti) e «pétanque» (come la petanca, una specie di gioco delle bocce). Domani spazio ai giochi da tavoliere (dama, scacchi, backgammon, carrom) e ad attività urbane come parkour, slackline, skateboard. Saranno protagonisti saranno anche i giochi italiani: la corsa con la cannata (Lazio), pallone con il bracciale (Marche), fionde, balina, laccio d’ammore (Campania), petanca (Liguria), calcio balilla, ciclotappo, palet (Val d’Aosta), caretini a sfera e birilli di Farigliano (Piemonte). Un incontro di popoli, prima ancora che di giochi. Fin dalla prima edizione Tocatì affianca agli appuntamenti ludici proposte culturali, incontri e dibattiti che servono ad analizzare il gioco, non solo dal punto di vista tecnico, ma filosofico e antropologico, visto che è una delle attività più antiche dell’uomo. E uno degli obiettivi è anche contrastare i meccanismi dell’azzardo, un non-gioco in cui a vincere è sempre il banco. Domani alle ore 10, nel Cortile del Mercato Vecchio, si terrà anche un incontro organizzato da Ludica, il settore di ricerca sulla storia del gioco della Fondazione Benetton; oggi e domani, dalle ore 10 alle 16, la Fondazione sarà presente con tutte le sue edizioni dedicate al gioco. Stasera alle 20 in piazza Erbe c’è la corsa della cannata: donne in gara con il recipiente di terracotta, chiamato nel Lazio la “cannata”. Si usa ancora nel palio di Gonfalone di Arpino (Frosinone). Oltre al triplice concerto di Claudio Baglioni in Arena, c’è musica anche nelle piazze: alle 21 in lungadige San Giorgio ecco il gruppo piemontese Gat Ross, già schola cantorum di Farigliano. La Corale, grazie alla passione e alla costante ricerca di canti popolari e folcloristici, continua a tramandare le antiche tradizioni. Alle 22.30, stesso lungadige, segue il gruppo Pastellesse Sound Group, che dal 2006 divulga la cultura popolare delle “battuglie di pastellessa”, tipica di Macerata Campania (Caserta). Gli strumenti tradizionali sono affiancati da botti, tini e falci per creare un particolare ritmo denominato “musica a Sant’Antuono”. Si tratta di una musica eseguita con lo scopo di allontanare il male e di risvegliare la terra per il raccolto. E poi osterie, labvoratori, mostre e mercatini dei giochi di una volta. Il programma completo su www.tocati.it • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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