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VERDE MARMILLA

14.04.2017

VERDE MARMILLA

In alto panorama della Marmilla con i picchi vulcanici, qui un nuraghe
In alto panorama della Marmilla con i picchi vulcanici, qui un nuraghe

Il nome evoca le dolci colline ”a mammella“ oppure i “mille mari“, le numerosi paludi della zona. Si chiama Marmilla, è nel cuore della Sardegna centro-sud, dove il turismo arriva in attraversamento, quasi per caso. Vi appartiene una quarantina di comuni, un’area chiusa a sudovest dal fertile Campidano, a nord dal monte Arci e dalle giare. Ad oriente c’è il Flumini Mannu. Distese di cereali e fave si allargano in pianura, dove spuntano i resti della civiltà nuragica. Qui si producono eccellenti uve autoctone e la Igt Marmilla è una delle 15 della Sardegna. Si mangiano pane civraxu, minestra di legumi, lumache, cardi e funghi. Gastronomia eccellente. Per il resto sono picchi ondulati, laghetti di acqua dolce chimati “paùli”, e tavolati lunghi come la Giara di Gesturi, un altopiano basaltico dove prolifera la quercia da sughero e dove una volta totalmente liberi ed ora in zone recintate pascolano i cavallini nani, forse di origine fenicia.

Il punto più alto della Marmilla è Trebina Longa, 812 metri, un torrione di roccia in cui la lava si è solidificata all’interno del cono vulcanico. Trebina è nel massiccio del Monte Arci col suo parco naturale, per secoli fonte di produzione dell’ossidiana utile a costruire punte e frecce; sulle sue pendici macchia mediterranea dove prosperano lecci, sughere, corbezzoli, lentisco.

In questo paesaggio singolare, chi ama il trekking e la mountain bike troverà nuove occasioni di sport. Si moltiplicano gli eventi, come quello segnalata dal 22 aprile col raduno di bikepackers. Ma sotto il profilo culturale la Marmilla non è meno interessante delle zone costiere: una sosta si impone a Las Plassas, trecento anime sotto il castello dove ripercorrere la storia del regno d’Arborea nel museo multimediale, con audioguida. Da questa "mramidda" fortificata si controllava un’ampia fetta del territorio. www.fondazionebarumini.it In zona ci sono anche il villaggio nuragico di Su Nuraxi e la casa Zapata a Barumini, il nuraghe Cuccurada a Mogoro, il complesso di Genna Maria a Villanovaforru, la fortezza Su Mulinu a Villanovafranca, il pozzo di Santa Vittoria a Serri. Tra le chiese romaniche che spuntano nel nulla da segnalare San Michele Arcangelo a Siddi, San Pietro a Villamar e San Giovanni Battista sempre a Barumini. Nel territorio di Lumatrona chiese e nuraghi ma soprattutto il museo naturalistico Sa corona arrubia.www.sacoronarrubbia.it

Nicoletta Martelletto
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