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Zig Zag

27.10.2015

Trapani,
la via del sale

Un angolo di incredibile bellezza nella Sicilia occidentale, dove sono state istituite alcune riserve naturali
Un angolo di incredibile bellezza nella Sicilia occidentale, dove sono state istituite alcune riserve naturali

La ricchezza era bianca, il colore del sale, vero baluardo contro il deperimento del cibo. Lo sapevano i Fenici che approdati sulle coste siciliane avevano abilmente sfruttato le condizioni meteo-marine favorevoli: acqua bassa, caldo secco, vento che aiuta l’evaporazione. Crearono i primi bacini sulla costa nor- doccidentale e da qui aprirono commerci in tutto il Mediterraneo. Di quello splendore - coltivato dai Romani, poi dagli Arabi, quindi dai Normanni che istituirono il primo monopolio - la città di Trapani fece il punto di forza, ampliando il porto che ebbe fortuna e il suo acme nel Cinquecento. Nonostante la concorrenza di altri porti e altre saline, fino ad un secolo e mezzo fa si producevano ancora 200 mila tonnellate di sale da esportazione per il Nordeuropa in 40 saline. Poi il declino: l’attività artigianale, faticosa e impegnativa ma mai nazionalizzata, venne soppiantata dall’industria, anche se ancora oggi a Trapani e Paceco il sale si raccoglie a mano, si protegge all’aria con le tegole in cotto, si macina e si inscatola per i gourmet che ne apprezzano la purezza e il sapore intenso. Il sale marino trapanese, ricco di magnesio e ideale per l’uso a crudo, è presidio Slow Food ed ha il riconoscimento Igp. La via del sale è lunga una trentina di chilometri, parte ancora oggi dal sud di Trapani e arriva Marsala (ci sarebbe anche una pista ciclabile da completare). E’ un itinerario turistico-ambientale di strepitosa bellezza grazie alla decisione della Regione Sicilia di istituire l’area protetta nel 1995, affidando la gestione della Riserva Naturale Saline di Trapani e Paceco al Wwf. In zona A ricadono solo saline gestite da privati, in zona B le saline convivono con le case. Quattro competenti operatori Wwf consentono la gestione e la visita gui- data gratuita (gradite le donazioni, possibile anche visitare in autonomia) tutto l’anno il mercoledì, il venerdì e il sabato mattina, prenotando ai numeri telefonici 0923-867700 - 3275621529. Tra luglio e settembre si può anche assistere alla raccolta dei salinari, dai bacinidove l’acqua è profonda 25 centimetri quel tanto che basta, dopo il passaggio in vasche successive, a fare la “crosta”. La concentrazine di cloruro di sodio non è favorevole alla vegetazione, eppure qui mettono radici la salicornia, il limonium, la gramigna. Nelle vasche sostano gli uccelli migratori, sia un autunno che in primavera, con oltre 200 specie censite: è uno spettacolo, specie al tramonto, quando l’acqua riflette i colori caldi del sole, fotografare fenicotteri e aironi, tarabusi e garzette che popolano il paesaggio come in un quadro ottocentesco. Scendendo da Tra- pani verso Marsala, si incontra lo Stagnone, una laguna protetta dal 1984, 2 mila ettari nel comune di Marsala: il mare è basso e caldo, molto pescoso, punteggiato di mulini a vento di tipo olandese come a Trapani, ideale per il kitesurf. Un luogo magico, fermo nel tempo. INFO.www.museodelsale.it, www.wwfsalineditrapani.it,www.trapani-sicilia.it.

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