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TRA GOLE E SCAVI A CRETA

20.10.2017

TRA GOLE E SCAVI A CRETA

Spettacolare la fossilizzazione della roccia nella gola di Samaria
Spettacolare la fossilizzazione della roccia nella gola di Samaria

Nicoletta Martelletto

Nella gettonatissima isola di Creta, dove i due aeroporti principali di Heraklion e Chania lavorano tutto l’anno per portare turisti specie dal Nord Europa, non c’è solo l’attrattiva del mare come ben sanno gli appassionati di trekking. Se la stagione delle spiagge si chiude ai primi di novembre e riapre ad aprile, quella dell’escursionismo invece è quasi permanente, insieme all’offerta di archeologia che hanno reso la quinta isola del Mediterraneo in ordine di grandezza una meta storico-culturale importante. Nella culla della civiltà minoica, ben documentata sui due piani del Museo di Heraklion, e negli scavi di Cnosso, Festo ma anche Agia Triada, Kommos, Paleocastro, Olous, un nuovo polo archeologico s’è aperto nel giugno 2016 nel vallone di Eleftherna, nell’entroterra della provincia di Rethymno. Una strada un po’ tortuosa - ma è così in tutta l’isola, appena ci si stacca dalla superstrada est/ovest - conduce ad un luogo realmente omerico: una città che ha vissuto dai minoici ai bizantini e poi fino al XIV secolo. Il nome si deve ad Eleuthir, uno dei Cureti o forse alla dea Demetra detta“Eleftho”: qui ci sono i resti un’ampia città fondata nel 3 mila a.C., lontana dal mare, ben difesa, con una necropoli di prim’ordine che ha restituito i corredi funerari dopo l’inumazione e dove si distingue un sepolcro di quattro donne di alto lignaggio. Sono visibili i resti del rito delle pire funerarie descritto nel libro XXIII dell’Iliade. Nel museo di tre sale, adiacente all’ampio parco archeologico, è ricostruita anche l’emozione del ritrovamento della Kore di Eleutherna, blocco statuario collegabile alla Dama di Auxerre conservata al Louvre.

LE GOLE. Sono numerosi i tragitti a piedi, alcuni anche in mountain bike, che si possono percorrere soprattutto a sud dell’isola.La più frequentata in assoluto è la gola di Samaria, un tragitto intero di 16 km, molto affollato nei mesi estivi, parte di un parco nazionale istituito nel 1962. Si scende dall’ingresso di Omalos (biglietto a 7 euro) lungo un sentiero tra i boschi di pinus brutia e capre kri kri per mille metri di dislivello. La prima parte del percorso non dà molta soddisfazione, un’infinita pietraia con alcune sorgenti e aree di sosta. Nella seconda parte la gola si stringe in modo spettacolare, la roccia fossilizzata offre scorci fotografici fino al punto più stretto di un paio di metri, sempre lungo il letto del fiume, prima di arrivare al mare, al porto di Agia Roumeli. Molti preferiscono partire da qui e risalire la gola per qualche chilometro appena, risparmiandosi la salita. Dal porto con il traghetto delle 17.30 si raggiunge Chora Sfakion oppure Sougia/Paleochora e da qui i pullmann riportano gli escursionisti ad Omalos. Una seconda gola ben battuta è quella di Imbros, a sud dell’omonimo paesetto che vide transitare durante la seconda guerra mondiale la fuga dei soldati alleati da Creta, fino alla costa meridionale per essere portati con le navi britanniche in Egitto. La gola è lunga 11 km e arriva fino a Komitades, sul mare: nella parte alta è ampia con pareti basse e man mano che scende si stringe fino a da assomigliare ad un vero canyon .Terzo polo del trekking può essere Aradena, che solo nel 1986 è stato collegato da un ponte in ferro alla strada: da qui la gola lunga 7 km con pareti di 150 metri, arriva alla spiaggia di Finikas e torna a collegarsi col mondo in barca. www.creta-turismo.com

Nicoletta Martelletto
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