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13.08.2015

Tavolozza
sotto le pale

Un angolo del Trentino che non cessa di sorprendere: il comprensorio di San Martino, Rolle, Primiero e Vanoi
Un angolo del Trentino che non cessa di sorprendere: il comprensorio di San Martino, Rolle, Primiero e Vanoi

Lo sguardo verso il cielo. E da qualunque lato lo guardi, al limitar dell'orizzonte, trovi loro, le Pale di San Martino, punto esclamativo alla fine di ogni viaggio visivo in questa parte di Dolomiti trenti- ne. Una corona di 240 chilometri quadrati, il gruppo più esteso, che chiude l'orizzonte senza asprezza. Eppure non sono i 3.192 metri del Vezzana, la regina, a colpire. Come pure la verticalità progressiva, che dai 650 metri dei paesi a fondo valle del comprensorio S.Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi (www.sanmartino.com) sale verso il blu. La magia vera è nella profondità dei luoghi e delle storie, nella luce che arriva diretta, senza la mediazione delle opere umane, nei contrasti armoniosi tra il calcare e il legno, entrambi ricchi di vita. E nei colori . Sfioriamo il verde partendo dalle buone pratiche riassunte nel marchio Green Way Primiero. E' uno stile di vita che unisce, in una area ancora poco antropizzata (10mila abitanti raggruppati per lo più in 8 Comuni, 4 dei quali prossimi a fondersi) mobilità elettrica e produzione ed utilizzo di energia attraverso l'acqua delle 7 centrali presenti ed il legno. I “vecchi motori” cantati da Luca Carboni qui hanno ormai lasciato il posto alle tecnologie ecocompatibili. Ci sono ben 16 colonnine di ricarica pubblica, sparse un po' ovunque. Gratis per i turisti più green, grazie all'iniziativa “Le Dolomiti ti riCARicano”. E 5 ciclostazioni con 28 mountain bike elettriche. Per quanto riguarda il riscaldamento, Paolo Secco, presidente di ACSM, l'azienda consorziale di riferimento della zona, e Giacobbe Zortea, presidente del parco naturale Paneveggio-Pale di S.Martino, danno un dato che si commenta da solo: “Grazie al sistema di scambiatori di calore, ogni anno risparmiamo 20.500 litri di gasolio e 20mila euro di spesa. In tema di emissioni, significa il drastico abbattimento di polveri sottili”. Venticinque tra alberghi e aziende che hanno ricevuto il marchio. Anche gli impianti dell'Altopiano delle Pale sono alimentati al 100% da energia idroelettrica. Insomma, si respira buona aria, come 100 anni fa. Nel Parco il verde diventa carico, intenso, ma c'è un rosso lontano che attrae. E' il colore degli abeti di risonanza della foresta di Paneveggio, le conifere musicali. Costituiscono appena l'1% dei 27mila ettari di alberi, per l'85% conifere – a proposito pare che qui ci siano 10 alberi per abitante – e solo un occhio espertissimo li sa riconoscere. In genere, li individui a taglio avvenuto, per via della seghettatura particolare degli anelli all'interno del tronco. Sono a dir poco speciali. Perfetti per costruire violini, viole e casse armoniche varie. Narra la tradizione che il grande liutaio cremonese Antonio Stradivari venisse di persona a scegliere questo legno, geneticamente modificato dal Buon Dio. A Villa Welsperg, nella Casa del Parco – il mosaico si completa con il Centro Visita a Paneveggio dedicato al bosco e agli animali che ci vivono, il Centro Visita di San Martino di Castrozza, dedicato invece alla geologia ed il Sentiero Etnografico nella Valle del Vanoi – lo ammiri nella biblioteca dedicata a Dino Buzzati, dove i libri sono anche di pietra e di legno appunto. E dove licheni e piume di uccelli hanno una loro sezione viva. La vita non è solo nelle diversità zoologica, dalle 49 specie censite di farfalle agli ungulati di ogni tipo fino a quel Re di Quaglie che quaglia non è, che ama camminare nei prati tagliati dall'uomo e aborrisce quegli incolti ed il cui canto, in primavera, è insieme una dichiarazione d'amore e un avvertimento a non invadere il suo territorio. La vita è rosa, come la dolomia cangiante delle Pale, che, come una conchiglia, rimanda al mare che l'ha formata, migliaia e migliaia di anni fa. E' come se lassù qualcuno si diverta a fare il fotografo usando, a seconda delle ore e dei momenti atmosferici, filtri di ogni tinta. Quello che Andy Wharol ha fatto con il volto di Marylyn Monroe, qui avviene ogni giorno, con la certezza che domani non sarà mai uguale all'oggi. Un vortice cromatico a tratti psichedelico, sebbene i tempi restino lenti, solenni persino. Capanna Cervino, poco sopra i 2.000 metri, è un proiettore. Basta un clic con una nuvola ed ecco una diapositiva diversa. www.visittrentino.it

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