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Zig Zag

21.12.2014

Sulle orme di Memling a Bruges

In alto uno scorcio del Burg, qui sopra la rete dei canali che attraversa la città. A sinistra la statua di Memling
In alto uno scorcio del Burg, qui sopra la rete dei canali che attraversa la città. A sinistra la statua di Memling

Un mercato. Un porto. Una concentrazione di ricchezza. Oggi si direbbe un polo finanziario di primaria importanza. Questa era Bruges dal XIII secolo, città di punta della Lega Anseatica, a 20 km dal mare del Nord ma dotata di una fitta rete di canali per spostare beni e persone, con manifatture nate in pieno centro storico e un proliferare di laboratori d'arte. Perché farsi un ritratto o ordinare un'opera devozionale era segno di grande prestigio.
Lo capì subito Hans Memling. Artista tedesco di Seligenstadt, arrivò a Bruges nel 1465, aveva 25-30 anni, dopo un apprendistato a Colonia, a Lovanio e Bruxelles. Aprì una bottega in centro, probabilmente acquistando la cittadinanza che gli consentì l'iscrizione alla corporazione dei pittori e più in là di assumere degli apprendisti. All'epoca le star dell'arte erano Jan van Eyck e Petrus Christus ma presto Memling si fece strada dimostrandosi non solo valente pittore ma anche attento uomo d'affari, possessore di tre abitazioni (la principale in Jorisstraat 20) e tra i più benestanti uomini di Bruges. Fu l'artista che tra i cosiddetti primitivi fiamminghi allacciò i rapporti più intensi con l'Italia, perché la colonia italiana nelle Fiandre era molto numerosa al punto da far aprire una sede alla Banca dei Medici, in Oude Beursplein. La mostra in corso fino al 18 gennaio 2015 alle Scuderie del Quirinale a Roma - Memling. Rinascimento fiammingo - non si apprezza in pieno senza respirare l'aria di Bruges che nel 1994, nel 500° della morte del pittore, gli dedicò una grande antologica con quasi la metà dei dipinti attribuiti a lui e alla sua bottega. Vent'anni dopo ecco l'omaggio italiano per il quale da Vicenza s'è spostata la Crocefissione, pezzo centrale del Trittico di Jan Crabbe. Da Bruges sono arrivati il Trittico Morel del 1484, una Deposizione di un seguace del 1500, una Annunciazione scomparto laterale del Crabbe, il tutto dal Groeningemuseum.
Patrimonio Unesco dal 2000, il centro storico ha una impronta medievale che si mantiene inalterata dentro il perimetro ovale delle mura. Di qui transitarono in età antica i gallo-romani, i Franchi, i Vichinghi fino alla nascita della contea delle Fiandre, che di fatto costrinse Bruges a continue oscillazioni tra autonomia, tentativi di annessione da parte della Francia e concorrenza con i porti del Paesi Bassi.
La città, pur turistica al 100 per cento, conserva l'animazione del suo Secolo d'oro, quando qui si incrociavano spezie orientali, arazzi e tessuti, pigmenti preziosi utili ai pittori, e si scambiavano ambra e legno, sale e ferro, vini dal Sud. Bruges fu importante quasi più di Parigi e Amsterdam fino alla fine del Quattrocento, prima di avviarsi al declino. Il centro si gira a piedi o in bici e meglio ancora in barca, in uno dei tanti tour multilingue che partono lungo i canali. Sotto i ponti, lungo i palazzi nobiliari e le botteghe si intuisce la vitalità di un borgo che battezzò la prima Borsa, nata nella piazza antistante la casa dei Van der Bourse, sulla cui facciata sono scolpite tre borse. L'integrità si deve al fatto che nella Prima guerra mondiale fu base militare per sottomarini tedeschi e nella Seconda guerra fu risparmiata dai bombardamenti (una interessante mostra sul 100° della prima guerra mondiale è in corso fino al 22 febbraio 2015 alla torre Belfort, insieme a foto di contemporanei sulle guerre odierne).
Ciò che è da non perdere sono le piazze colorate (il Markt per lo scambio di merci e il Burg per la vita civile pubblica), insieme ad una ricognizione dei quartieri dei commercianti spagnoli, italiani, tedeschi, ciascuno con una propria identità. Bruges offre oasi di silenzio come il Beghinaggio che chiude ancora oggi al tramonto, dove donne consacrate fanno vita di preghiera da cinque secoli, o gli Ospizi della carità, sostenuti dai benestanti che si assicuravano così la via breve al Paradiso.
Numerose e quasi affastellate le chiese: tra tutte Nostra Signora, con una torre di 122 metri, attualmente in riordino interno, dove non si può perdere la visione della Madonna con Bambino di Michelangelo, un marmo bianco inserito in un altare che emoziona fortemente per la sua compostezza. Proprio questa statua come il polittico di Gand, l'Adorazione dell'Agnello mistico di van Eyck, sono stati al centro del film “Monuments Men” con George Clooney, in cui si ricostruisce la vicenda del reparto speciale Usa che salvò in Europa le opere d'arte rastrellate da Hitler. Non una scena di quel film è stata girata a Bruges bensì negli Studios hollywoodiani, ma questo non ha impedito un flusso nuovo di turismo legato proprio ai set cinematografici. A Bruges sono stato girati un campione d'incassi di Bollywood come “Pekay” ma anche “La Regina bianca, e prima ancora il thriller “In Bruges” con Colin Farrel e Ralph Fiennes.
Sono almeno due decine i musei in città : per gli appassionati di pittura fiamminga primitiva la tappa d'obbligo è il Groeningemuseum, con opere straordinarie a partire proprio da van Eyck; al Sint Janshospitaal , dove i religiosi curavano pellegrini e viandanti, sono custodite opere di Memling tra cui uno dei capolavori, il Reliquiario di Sant'Orsola. Musei minori ma divertenti sono quello del cioccolato ( Bruges ospita 42 cioccolaterie artigianali, un attentato alla dieta), quello dei diamanti, quello del merletto, quello delle patate fritte dove si scopre che le famose french fries sono patatine made in Belgio: tagliate a pesciolino dalle mogli dei pescatori per rinforzare i piatti poveri, venivano cotte nel lardo e fritte due volte. Specialissime.
L'Ufficio del turismo di Bruges (o Brugge) sotto il Concertgebouwl, la moderna sala da concerti , vende la Bruges Card da 48 o 72 ore per visitare tutto gratis, usare i mezzi pubblici, avere una visita guidata gratis e una guida di 160 pagine. www.bruggecitycard.be; www.brugge.be.
Tra gli eventi il festival sul giovane Bach in gennaio, la festa della birra in febbraio, il Giro delle Fiandre in marzo, luna park in maggio, la processione del Sacro sangue per l'Ascensione, il Cactus rock festival in luglio, il jazz in ottobre. Voli su Charleroi,Ostenda, Bruxelles.www.turismofiandre.it

Nicoletta Martelletto
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