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16.11.2014

Sulle note di Pedrollo

Il musicista Arrigo Pedrollo nel suo studio, 1914
Il musicista Arrigo Pedrollo nel suo studio, 1914

Nemo profeta in patria. Così fu per il pianista, compositore, direttore d'orchestra Arrigo Pedrollo, più conosciuto all'estero che in Italia, di cui ricorre il 50° della morte il 23 dicembre. Girò l'Europa e conobbe Richard Strauss, Jean Sibelius, Edvard Grieg, si esibì nei teatri d'Inghilterra, Polonia, Belgio, Russia, studiò a Milano e insegnò a Padova, ma la sua avventura musicale ebbe inizio in terra vicentina.
DA MONTEBELLO. In questo paese si trova la casa natale, una semplice abitazione all' 81 di Via Generale Vaccari dove un'iscrizione sulla facciata riporta: “Qui nacque il 5.12.1878 Arrigo Pedrollo assurto a gloria per genio musicale” e in questa casa fu battezzato il 5 gennaio 1879. A Montebello, il padre Luigi organista della chiesa parrocchiale e direttore della banda del paese, lo avviò alla carriera musicale con un precoce debutto in pubblico, poiché già capace da bambino di suonare opere pianistiche di Bach e Chopin. Nella biografia del maestro scritta da Bruno Munaretto ed edita nel 1932 si legge: “Seguiva il padre, maestro di banda a Montebello ed organista di campagna, nei paesi vicini, e, a dodici anni, già conoscendo benissimo il piano e l'organo, sostituì più d'una volta il padre assente o malato.”
A ORGIANO. Nel settembre 1888 la numerosa famiglia Pedrollo si trasferì a Orgiano, dove il promettente musicista conobbe la contessa Elisa Marsilio Orgian Piovene che nel 1877 aveva acquistato la villa Fracanzan. La nobildonna, appassionata di musica, ingaggiava i Pedrollo come organisti per accompagnare le celebrazioni nella sua cappella privata e, sorpresa dalle capacità del giovane, lo sostenne negli studi al Conservatorio Verdi di Milano dove entrò nel 1892. Dopo il diploma cominciarono i tour in Europa dove si esibì nei teatri, negli alberghi e nei centri termali. A Saint Moritz conobbe il pittore Segantini e compose un brano al piano ispirato a un suo dipinto.
A LONIGO. La sera del 23 ottobre 1892 fu inaugurato il Teatro comunale di Lonigo con il Ballo in maschera di Verdi e La Favorita di Donizetti, dirigeva il maestro Ubaldo Zanetti. Sabato 12 marzo 1912 andò in scena l'Aida, “La direzione è affidata al maestro Pedrollo che possiamo chiamare quasi nostro concittadino, essendo egli della vicina Orgiano, noto in arte anche quale compositore apprezzatissimo”. La stagione teatrale primaverile combaciava con la famosa Fiera dei cavalli e quella del 1914 vide l'allestimento dell'opera Juana del giovane maestro, accolta con “colossale successo” dal pubblico leoniceno. Pedrollo fu sempre amato e apprezzato al Comunale di Lonigo e quando il 26 marzo 1949 vi diresse la Lucia di Lammermoor la cronaca anticipò “l'orchestra nutrita di 40 elementi sarà diretta da quel concertatore infaticabile e scrupoloso, sensibile ed energico che è il maestro Arrigo Pedrollo”.
IN CITTÀ. Nel 1941 il musicista lasciò Milano e si stabilì con la moglie Ada e la figlia Anna Maria a Vicenza, assumendo la direzione dell'Istituto Musicale Canneti e insegnando al Conservatorio Pollini di Padova. In città prese in affitto la vecchia casa dei Bertagnoni all'inizio dell'attuale via Veneto dove rimase per dieci anni, si trasferì quindi nella città del Santo e fece ritorno a Vicenza agli inizi degli anni '60 stabilendosi in Via Maccà, dove visse fino alla morte nel 1964. In città diresse varie opere al Teatro Olimpico, al Verdi e all'Eretenio e avviò la tradizione dei concerti in Piazza dei Signori, nelle sere del 3 e 4 luglio 1946 vi diresse i 150 professori d'orchestra impegnati nel Nabucco. “ Musica altissima di ritmi, di volumi, lento volo di arcate regali faranno da superba inquadratura al palcoscenico …architetture dure ed asprigne saranno le pareti di questo singolare teatro…” scriveva il professor Cevese. Oggi il conservatorio musicale a San Domenico, a Vicenza, porta il suo nome.
AD ARZIGNANO. Nel 1951 fu inaugurata la scuola di musica intitolata a Vivaldi voluta dall'imprenditore-musicista Antonio Pellizzari che ne affidò la presidenza a Pedrollo. Nel campo dell'insegnamento, il maestro fu sempre rispettoso dei giovani talenti e “…mai durante le sue lezioni o nella correzione dei lavori scolastici, egli ha cercato di imporre un suo modo, un suo giudizio che potesse danneggiare il libero sviluppo della personalità di chi si rivolgeva a lui per imparare.”
La scuola ebbe vita breve e già chiudeva nel 1955 a causa della morte dell'industriale che in onore del settantacinquesimo compleanno del maestro, organizzava e dirigeva al Teatro Olimpico un concerto-omaggio a lui dedicato.
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Cinzia Albertoni
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